Soriano nel Cimino – Pesca di frodo nel Tevere, tra le province di Viterbo e Rieti. I carabinieri forestali hanno sequestrato decine di nasse e liberato centinaia di pesci.
L’operazione è stata condotta dai militari di Soriano nel Cimino e di tre stazioni della Sabina, che si sono avvalsi della collaborazione di alcuni pescasportivi. Questi ultimi hanno messo a disposizione dei carabinieri le proprie imbarcazioni, dimostrando un alto senso civico e spirito di cooperazione con le istituzioni, ma anche una spiccata sensibilità per la tutela delle specie ittiche e della conservazione degli habitat fluviali.
Durante l’operazione sono state sequestrate decine di nasse, abusivamente posizionate sulle sponde del Tevere a poca distanza dalla riva. Le nasse, conosciute anche come martavello, sono un antico attrezzo da pesca costituito da cerchi collegati tra loro da una rete in plastica o metallica aperta su una estremità a costituire un imbuto, per cui il pesce entra e non può più uscire.
Nelle nasse, che sono state sequestrate e che verranno confiscate, erano rimasti intrappolati centinaia di pesci che i carabinieri hanno subito liberato. Diversi quintali tra carpe, siluri, cavedani e barbi. Alcuni esemplari di carpa e di siluro pesavano anche tra i dieci e i venti chilogrammi.
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