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Tribunale - Nei guai per presunti turni non svolti - All'epoca era comandante dell'aliquota radiomobile di Ronciglione - La difesa chiede il proscioglimento prima del processo: "E' stato già assolto dalla corte d'appello militare"

Maresciallo dei carabinieri alla sbarra per una lettera anonima

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

L'avvocato Remigio Sicilia

L’avvocato Remigio Sicilia

Ronciglione – (sil.co.) – Finisce sotto processo in seguito a una lettera anonima. All’epoca era comandante dell’aliquota radiomobile dei carabinieri di Ronciglione.

Imputato davanti al giudice Silvia Mattei di falso materiale commesso da pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, secondo l’accusa, nel 2014, per una ventina di giornate, si sarebbe messo presente in turni di servizio che in realtà non avrebbe svolto.

Per il difensore Remigio Sicilia, che ieri ha chiesto il proscioglimento ex articolo 129 prima ancora dell’ammissione prove, il militare avrebbe semplicemente preparato in anticipo i turni del personale della caserma da lui comandata, salvo trovarsi a dover svolgere servizi diversi legati alla contingenza del momento.

“A Pasqua, ad esempio, si era messo di pattuglia, ma poi non l’ha fatta perché, in seguito a un’operazione, aveva trascorso tutta la notte fuori. In quella, come in altre occasioni, da un punto di vista economico, gli sarebbe convenuto segnarsi lo straordinario. Invece succedeva che a fine mese, non ricordando di correggere l’errore, risultavano come fatti i turni preordinati e non quelli effettivamente svolti”, ha spiegato il legale. 

Al giudice il difensore ha presentato un corposo fascicolo, composto da 50 documenti, in base ai quali dovrebbe essere dimostrata l’estraneità del maresciallo alle accuse che gli vengono contestate. 

“Capitava che si mettesse presente come servizio esterno, poi il servizio lo faceva un altro. Ma non metteva gli straordinari da lui effettuati di notte. Avrebbe lucrato sì e no una novantina di euro. Troppo poco per sostenere l’accusa di peculato militare dalla quale è stato infatti assolto con formula piena dalla corte militare d’appello. Non correggeva i cambi a fine mese, per cui, a livello penale, gli è rimasta l’accusa di falso materiale, ma manca l’elemento psicologico del falso. C’è il dato formale del falso, ma è ex ante e non ex post”, la conclusione di Sicilia, secondo il quale mancano gli estremi per l’apertura di un processo. 

Il giudice si è presa tempo fino al 14 dicembre quando, dopo avere sentito discutere la questione preliminare sollevata dal legale dell’ex comandante, deciderà se aprire il processo o chiuderlo prima dell’ammissione prove. 


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10 novembre, 2018

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