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Viterbo - Cesare Curcio, amministratore unico, lancia l'allarme in una lettera alle istituzioni - Bus vecchi e da rottamare - Il comune non ha ancora versato i 600mila euro per i nuovi

“Francigena servizio a rischio”

di Giuseppe Ferlicca
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Cesare Curcio amministratore unico Francigena

Cesare Curcio amministratore unico Francigena

Autobus Francigena

Autobus Francigena

Viterbo – Trasporto pubblico, da gennaio tutti a piedi. Se il comune non versa a Francigena i 600mila euro concessi da Cassa Depositi e Prestiti a novembre 2017, la già disastrata situazione del parco mezzi è destinata a precipitare.

Quei soldi che dovevano servire ad acquistare sei nuovi bus, per rinforzare la malmessa flotta della partecipata comunale. Ma l’amministrazione marcia col freno tirato. E siccome nel 2018 sono stati rottamanti 6 bus euro 0, perché non potevano circolare e altri 5 saranno dismessi il 31 dicembre, pure loro fuori legge, dal primo gennaio con quali bus Francigena garantirà il servizio?

La situazione è seria e l’amministratore unico della società Cesare Curcio ha scritto a comune, prefetto, regione, ministeri. Chiunque possa ascoltare il grido d’allarme per un servizio essenziale che è seriamente a rischio.

La richiesta di un prestito per aumentare il capitale e procedere all’acquisto di nuovi mezzi parte dall’amministrazione Michelini. “LaCassa depositi e prestiti – scrive Curcio – ha regolarmente erogato al comune di Viterbo i 600mila euro, con un prestito del 28 novembre 2017”.
Dovevano servire per i bus. “Le somme sono nella disponibilità dell’amministrazione comunale e la stessa può procedere a deliberare l’aumento di capitale e provvedere al versamento”. Eppure, i soldi restano in cassaforte, senza mezzi termini e senza mezzi. A fronte, oltretutto, di una gara già effettuata e aggiudicata, con tanto di ditta che dovrà fornire i bus. Ce n’è bisogno estremo.

“Nel 2018 – ricorda Curcio – sono già stati rottamati 6 autobus Euro 0 ed entro il 31 dicembre 2018 dovranno essere rottamati ulteriori 5 autobus Euro 0, che ai sensi della normativa vigente non potranno più circolare dal primo gennaio 2019”.

Undici mezzi in meno e su quelli che rimangono non ci si può fare affidamento. “Il resto della flotta è composta da autobus in maggioranza assai datati, che richiedono continua manutenzione e sono soggetti a frequenti fermi”. Da qui il monito: “A fronte di questa situazione – avverte l’amministratore unico – Francigena non è in condizione di assicurare la regolarità del servizio di trasporto pubblico locale a partire dal primo gennaio 2019”.

Un danno per i cittadini utenti e non solo: “Qualora l’operazione di aumento del capitale e versamento dei 600mila euro sul conto dedicato di Francigena dovesse essere ancora rinviata, potrebbe determinarsi, malgrado ogni sforzo compiuto dalla questa società, un rilevante danno patrimoniale e non patrimoniale all’interesse pubblico, al corretto e regolare svolgimento del servizio”.

Anche perché si tratta di un viaggio lungo più di un anno, iniziato, come ricorda Curcio rifacendo a ritroso tutte le tappe, il 5 ottobre 2017, con la decisione da parte del comune, d’aumentare il capitale a Francigena per 600mila euro. È partito un piano per dismettere i mezzi obsoleti e acquistarne di nuovi.

Il 28 novembre 2017, comune e cassa depositi hanno sottoscritto il prestito. Curcio riporta tutti i passaggi, uno per uno, compreso l’affidamento della gara per quattro bus normali e due mini. Il 26 aprile scorso ha proposto l’aggiudicazione, i verbali sono stati trasmessi il 3 maggio, specificando che l’aggiudicazione sarebbe avvenuta dopo l’aumento di capitale. Che non c’è mai stato.

Forse a palazzo dei Priori, avendo in cantiere il progetto di bike sharing, vogliono puntare tutto sulle biciclette. 

Giuseppe Ferlicca


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12 novembre, 2018

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