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– Furto a una ditta edile, tre arresti.
Era il 21 febbraio 2011, quando ignoti malfattori penetravano all’interno di una ditta edile di Bagnoregio sulla strada provinciale Umbro Casentinese, portando via, tra l’altro, un’autogrù, un camion, attrezzatura varia stipata in magazzino e gasolio, con un danno di circa 750mila euro.
Sul posto erano intervenuti per i rilievi del caso i carabinieri della stazione di Bagnoregio, guidati dal maresciallo Panico.
Dalle immediate indagini i militari avrebbero stabilito grazie ad alcune testimonianze che la gru, facilmente riconoscibile per dimensioni e scritte della ditta, era stata localizzata verso Roma.
Le indagini quindi sono state indirizzate verso la Capitale, e la mattina del 25 febbraio 2011, la stazione di Bagnoregio veniva informata dai colleghi del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Pomezia che poche ore prima avevano arrestato, in flagranza di reato, due ladri che con il camion asportato alla ditta edile di Bagnoregio avrebbero consumato il furto di due miniescavatori.
Da lì iniziò, per i carabinieri del maresciallo Panico, l’attività di riscontro per accertare le reali responsabilità dei due nella commissione dell’ingente furto di Bagnoregio.
Grazie alle ricerche diramate a suo tempo dai carabinieri del maresciallo Panico, poco dopo tempo, anche i carabinieri di Colleferro trovarono l’autogrù oggetto di furto parcheggiata in un grande capannone nella periferia della città, in un terreno agricolo preso in affitto.
L’insieme delle indagini, prodotte dai carabinieri del maresciallo Panico, permetteva all’autorità giudiziaria di Viterbo di emettere un’ordinanza di custodia cautelare a carico di tre persone, che è stata eseguita, a Roma e Colleferro ieri mattina dai carabinieri della stazione di Bagnoregio e da quelli del Norm di Montefiascone, guidati dal luogotenente Lauretti, e con il supporto dei carabinieri competenti territorialmente.
I tre, un 39enne di Rocca Priora, operaio, un 33enne di Roma, operaio, e un 41enne di Colleferro, allevatore, dopo le formalità di rito sono stati portati nelle carceri di Roma e Velletri.
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