Viterbo – Sarà presentato sabato 24 novembre, alle 17.30, nella sala Regia del palazzo Comunale di Viterbo, con il patrocinio degli assessorati alla Cultura e ai Servizi sociali, il libro dal titolo “Non solo la Ciociara”.
Il volume, pubblicato dalle Edizioni Fergen e scritto dal giornalista e ricercatore storico Silvano Olmi, narra gli stupri e le violenze, le cosiddette “marocchinate”, compiute in Italia nel 1943-1944 soprattutto dalle truppe coloniali inquadrate nell’esercito francese.
L’autore, essendo residente a Tarquinia, ha concentrato il suo lavoro su quanto accadde nella Tuscia e racconta episodi finora sconosciuti e mai raccontati in un libro.
“Nella Tuscia ho registrato settanta casi di stupro – dice Silvano Olmi -. La vittima più giovane aveva 12 anni, la più anziana 70. I coloniali francesi aggredivano sessualmente donne di tutte le età e in non pochi casi anche uomini e ragazzi. Per i soldati marocchini, algerini, tunisini e senegalesi, inquadrati nel corpo di spedizione francese in Italia, gli stupri erano un premio dopo la battaglia”.
Se nel 1944, in Ciociaria e in parte della provincia di Latina, l’orrore delle “marocchinate” ha raggiunto il culmine, purtroppo stupri e omicidi ai danni della popolazione civile italiana si sono registrati sia prima, in Sicilia e in Campania, che dopo, nella provincia di Viterbo e in Toscana, soprattutto in provincia di Siena e di Livorno, all’Isola d’Elba e in parte nel grossetano e dell’Amiata.
“Racconto anche gli episodi accaduti nel centro-sud e in Toscana, ma ho dato spazio alle vicende del viterbese – prosegue Olmi –. A Viterbo città e nei comuni della Tuscia ho raccolto numerosi documenti e testimonianze, che renderò noti durante la presentazione di sabato. Nel viterbese, come accaduto in altre parti d’Italia, i soldati alleati compirono dei delitti e uccisero due donne, due uomini e un bambino di sette anni. Nel libro pubblico molti documenti inediti e varie testimonianze orali raccolte nei paesi della Tuscia.
Qualcuno vorrebbe rimuovere o far dimenticare la vergogna delle marocchinate ma noi non dobbiamo e non possiamo farlo. Occorre, invece, ricordare le vittime, soprattutto le donne che patirono pene indicibili”.
L’autore
Silvano Olmi è un luogotenente delle trasmissioni dell’esercito nella riserva. Giornalista pubblicista e ricercatore storico, si è laureato all’università degli Studi della Tuscia di Viterbo con una tesi sul passaggio delle truppe coloniali francesi in provincia di Viterbo durante la seconda guerra mondiale. Più volte eletto consigliere comunale di Tarquinia, ha ricoperto la carica di assessore alla Cultura, ed è stato eletto consigliere anche alla provincia di Viterbo. Dirigente nazionale e regionale dell’associazione ambientalista Fare verde. E’ componente dell’esecutivo nazionale del comitato 10 febbraio, per il quale ha effettuato ricerche storiche su tredici cittadini del viterbese uccisi e infoibati al confine orientale d’Italia.
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