Roma – Rimane nel mistero più assoluto la sorte di Emanuela Orlandi.
Le speranze riaccese qualche settimana fa dal ritrovamento di ossa umane nella dependance di una nunziatura apostolica a Roma sono state spente dai primi esiti delle analisi scientifiche.
Secondo gli investigatori, infatti, lo scheletro rinvenuto sarebbe di un uomo la cui morte sarebbe avvenuta almeno nel 1964, se non prima.
Quindi, ancora una volta niente che si possa in qualche modo ricollegare alla sparizione della cittadina vaticana, avvenuta alla fine di giugno del 1983, o di Mirella Gregori, l’altra ragazza scomparsa misteriosamente pochi mesi prima.
Ma il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, non vuole arrendersi: “Da quanto mi risulta – ha detto – questi sono i primi esiti degli esami col metodo del carbonio 14: io vorrei aspettare la fine e poi vorrei avere il risultato dell’esame genetico con il Dna, che può dare la certezza sulla datazione”.
“In ogni caso – ha aggiunto Orlandi – andrà chiarito perché c’erano quelle ossa pochi centimetri sotto il pavimento”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY