Riceviamo e pubblichiamo – “E’ sorprendente come Mirco Luzi, sindaco di Castiglione in Teverina e consigliere provinciale di minoranza, cerchi di stravolgere la realtà dei fatti. Da uno come lui, solitamente corretto ed obiettivo nelle analisi, ci saremmo aspettati un atteggiamento meno demagogico e fazioso”.
Non si è fatta attendere la replica del presidente della Provincia Marcello Meroi e dell’assessore all’Ambiente Paolo Equitani nei confronti del consigliere di opposizione che ha accusato la giunta provinciale di non aver fatto nulla per scongiurare l’aumento delle tariffe.
“Luzi accusa noi di totale sudditanza nei confronti del governo regionale, dimenticando come per cinque anni, la precedente amministrazione, sia stata prona nei confronti della Regione, all’epoca guidata da Marrazzo. Per quanto ci riguarda – replicano Meroi ed Equitani – in questi due anni di amministrazione abbiamo dimostrato con i fatti di essere, sempre e solo, dalla parte dei cittadini, anche quando questo rischiava di avere ripercussioni negative in ambito politico.
Chiediamo a Luzi: quanti amministratori prima di noi hanno mai messo in discussione le modalità di computo della tariffa da parte di Ecologia Viterbo? Quanti prima di noi si sono mai esposti in modo chiaro e netto in difesa dei Comuni duramente colpiti dai rincari e penalizzati da una gestione monopolistica dei rifiuti?
Luzi dovrebbe ricordare – aggiungono – che il ricorso al Tar contro la determina regionale che un anno fa ha stabilito l’aumento del costo della tariffa è stato possibile grazie alla Provincia che, non senza difficoltà di natura politica, ha messo intorno ad un tavolo i sindaci ed ha coordinato tutte le azioni necessarie. Poi certo, il ricorso lo hanno dovuto presentare i Comuni dal momento che sono questi a pagare la tariffa, ma siamo orgogliosi di aver promosso e reso possibile un’iniziativa a tutela dell’intero territorio”.
“Il sindaco di Castiglione in Teverina – continuano Meroi ed Equitani – evidentemente male ricorda i fatti. Se non andiamo errati anche lui, in consiglio provinciale ha espresso parere contrario sull’ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore in provincia di Viterbo. Il cdr è un combustile che deve inevitabilmente essere conferito e bruciato in un termovalorizzatore. Non essendo presente un apposito impianto nella Tuscia siamo obbligati a trasportare il cdr a Colleferro.
Non esistono alternative ad una situazione che, inevitabilmente, comporterà un aumento tariffario. Aumento che, abbiamo già ribadito, non potrà essere deciso in modo arbitrario ma dovrà basarsi su un preciso piano industriale e su criteri di massima trasparenza. Anche per questo abbiamo chiesto di poter partecipare al tavolo di lavoro che dovrà rimodulare la tariffa dove contiamo di portare anche esperti di economia industriale di nostra fiducia.
La demagogia – proseguono ancora – torna sempre utile in certi casi, ma facciamo presente a Luzi che il piano regionale dei rifiuti contenente la previsione del 65% di raccolta differenziata, definita pura idiozia dal consigliere provinciale del Pd, non ha nulla a che vedere con il problema dell’aumento tariffario legato allo smaltimento del cdr”.
“Ci spiace – concludono – che il consigliere Luzi, nell’improvvido tentativo di difendere l’operato di chi ci ha portato alla situazione attuale, abbia indossato un costume sbagliato, confondendo la realtà dei fatti con accuse insensate. Ad ogni modo, se lo riterrà opportuno, potrà chiedere la convocazione di un consiglio provinciale per discutere di questa materia. Da parte nostra troverà, come sempre avvenuto, ampia disponibilità al confronto.
A differenza di altri, non ci siamo mai negati alla discussione e per quanto riguarda la questione dei rifiuti saremo ben lieti di informare il consiglio e tutti i cittadini sugli sviluppi di una vicenda che ci vedrà in prima linea nella difesa del territorio, senza complessi di inferiorità o timori reverenziali verso nessuno”.
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