Viterbo – Da J-Ax a Stefania Sandrelli, lo stile è garantito con i cappelli di Tiburli.
All’inizio del ‘900 le tre sorelle Tiburli facevano le modiste. Un mestiere molto in voga per l’epoca. Quando il cappello, oltre ad un vezzo, rappresentava un must per la moda, per la consuetudine stilistica del tempo. Al piano superiore del loro bellissimo negozio, in via del suffragio 3-5, nel cuore del centro storico, sono ancora presenti, perfettamente custodite come in un museo, le forme in legno dove le tre sorelle modellavano cappelli su misura. A Viterbo da più di un secolo ormai se dici cappello dici Tiburli. La casa del cappello da oltre cento anni. Una boutique da grande città. Punto di riferimento anche per noti artisti e VIP.
Un luogo molto affascinante ormai raro da trovare. Che dal 1910 produce ad arte ogni singolo pezzo come fosse un gioiello su misura. Proponendo articoli di rara bellezza. Una tradizione tramandata da tre sorelle, Anna, Ida e Rosina Tiburli, alla pronipote Miriam Serio – figlia del loro fratello maschio Giuseppe, che invece lavorava nel mondo del mobilio – e ai suoi famigliari, il marito Luciano Manara e la figlia Alessia. L’attuale proprietà ha raccontato le origini e la storia dell’attività di famiglia.
Quale è la storia di Tiburli?
“La nostra è prima di tutto una grande passione. E poi questo è un negozio storico – racconta fiero Luciano Manara, marito della pronipote delle sorelle Tiburli, Miriam Serio – noto in tutta la provincia di Viterbo e oltre, che dagli inizi del ‘900 rappresenta un punto di riferimento per accessori di alta qualità. Dai cappelli, per tutti i gusti e le esigenze, di tutte le forme, tessuti, colori e stili fino alle sciarpe in ottimi tessuti di pregio, in lana o cachemire, dalle calze da uomo ai guanti di pelle morbidissima, rigorosamente fatti a mano, alle borse, alle bretelle e ad ogni sorta di moderno accessorio, per fare la differenza ed essere impeccabili. O semplicemente per avere un tocco originale per personalizzare il proprio stile. Delle tre sorelle Tiburli fu Rosina quella che poi proseguì, negli anni, più a lungo in questo mestiere. Fino a passarci la licenza nel 1983. Lei era la più estrosa delle tre. Un punto di riferimento per i clienti e anche per noi che, con grande dedizione e attaccamento, abbiamo ereditato questa preziosa attività”.
Una tradizione e passione di famiglia dunque?
“Si, esattamente. Abbiamo rilevato l’attività iniziando dagli anni ’80 io e mia moglie Miriam – spiega con soddisfazione il signor Manara – e poi, delle due figlie che abbiamo, mentre una studia architettura a Torino, l’altra, Alessia, ci ha voluti seguire con entusiasmo. Da sempre lei, fin da bambina, amava questo negozio e ci veniva spesso pensando di passarci e investirci anche il suo futuro. E così ora sta facendo. Dedicandosi anche a tutta una parte innovativa di scelte di prodotti e accessori moderni e alla gestione della piattaforma di vendite online che stiamo lanciando”.
I clienti di Tiburli dunque oltre agli affezionati del passato stanno anche cambiando?
“Certamente – risponde il proprietario -. La clientela collezionata nel tempo è non solo quella storica, affezionata al made in Italy e ad un certo stile classico ma anche una più moderna e attuale, alla ricerca di novità e stili particolari. I nostri clienti vengono da Viterbo e provincia ma anche dal resto d’Italia e, talvolta, persino oltre confine. Ora che stiamo anche perfezionando la nostra piattaforma di vendite online, grazie al lavoro di nostra figlia Alessia che ha rinnovato anche il nostro look e introdotto articoli per giovani generazioni e nuove tendenze – dichiara orgoglioso il signor Luciano Manara – i nostri clienti trovano e possono ordinare qualsiasi articolo da noi e non hanno più motivo di sentirsi lontani. Ci possono raggiungere da qualsiasi località geografica e a qualsiasi orario. La vendita online è un settore adatto ai giovani e che ci permette di superare i limiti del negozio fisico oltre che quelli geografici. Accontentando così le tipologie di clientela più disparate. Per esempio abbiamo clienti che vivono in Sardegna. E che una o due volte l’anno passano qui in zona per delle residenze di villeggiatura che hanno nella Tuscia. Ma quando poi rientrano a casa adesso, differentemente da prima, possono ordinare online tutti i prodotti che prima potevano acquistare solo una volta qui. Dunque la fidelizzazione del cliente adesso, soprattutto grazie a mia figlia, è ancora più fattibile di un tempo”.
Clienti particolarmente estrosi o speciali?
“Si certo – racconta con fierezza il titolare del negozio -. Negli anni si sono rivolti a noi anche clienti importanti, famosi artisti e personaggi del mondo dello spettacolo. Una volta venne persino Enrico Castellani, il pittore contemporaneo tra i più quotati e conosciuti del panorama artistico italiano, oppure l’attore Massimo Ghini, che era in zona per girare un film a Montefiascone, poi una volta venne a comperare un cappello anche Jenny Luna, la cantante che si esibì con Mina sul palco dell’Ariston per Sanremo 1961 con il pezzo “Le mille bolle blu”. Un giorno invece è entrato a cercare un cappello di una marca un po’ da rapper, la Kangol, che noi teniamo tra i marchi di modelli più attuali, persino J-Ax degli Articolo 31 che si trovava a Viterbo per la puntata zero di un festival canoro. Abbiamo avuto anche Stefania Sandrelli come cliente, che venne a scegliere il cappello per girare la scena del matrimonio con Gigi Proietti sul set del maresciallo Rocca”.
Prima confezionavate voi i modelli ora dove prendete ispirazione per i vostri articoli?
“Si – replica il signor Luciano Manara – originariamente era soprattutto Rosina a creare con il suo grande estro da vera modista tutti i cappelli. Scegliendo il tessuto e progettando le forme in base alle esigenze dei clienti e alle mode. Al piano di sopra c’è ancora tutto un repertorio tenuto impeccabilmente dei modelli lignei da lei utilizzati per la messa in posa e la creazione di ogni modello che noi ora a volte li utilizziamo per fare le vetrine. Poi con il tempo, cambiando la richiesta e modificandosi anche il mercato ovviamente abbiamo risposto cambiando anche noi l’offerta e dunque non confezioniamo più direttamente noi i cappelli. Ma abbiamo selezionato i migliori fornitori artigianali sul panorama italiano principalmente ed estero in parte. Il fatto a mano è ancora un requisito importante, garanzia di alta qualità sia dei tagli che dei materiali, così come il made in Italy, per una buona parte di articoli. Abbiamo i nostri fornitori di fiducia che sono tra i migliori manifatturieri in Toscana, a nord di Firenze, soprattutto per i cappelli e a Napoli principalmente per la sartoria dei guanti. Per le stole in pura lana e cachemire abbiamo i più prestigiosi marchi italiani e anche di provenienza britannica. Ogni anno poi andiamo alle fiere internazionali di settore per accessori e abbigliamento. Per esempio la “Who’s next” di Parigi, una delle più grandi e importanti fiere del settore, dove ci sono oltre mille espositori di qualità tra cui scegliere e a cui ispirarsi”.
Valeria Conticiani
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