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Lo chiede Stefano Deliperi in un appello

Quali diserbanti usano lungo la ferrovia Roma Nord-Viterbo?

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La ferrovia

Riceviamo e punnlivhiamo – La ferrovia Roma Nord –- Viterbo costituisce un’’importante e storica linea di collegamento fra la Capitale e la Tuscia ed è gestita dall’’Atac azienda per la mobilità del Comune di Roma.

Lungo la strada ferrata, ormai, sono presenti numerose abitazioni, spesso con giardino.  Periodicamente si ritrovano interessate (quando non irrorate, grazie al vento) dalle sostanze chimiche a effetto diserbante utilizzate per tenere pulite le pertinenze (cunette, scarpate, ecc.) della ferrovia, con effetti piuttosto pesanti sulla vegetazione circostante (piante ornamentali comprese) e sulla fauna minore (lucertole, rane, ecc.).

Gli effetti sono particolarmente evidenti nel tratto che interessa il Comune di Morlupo (RM).

L’’associazione ecologista Gruppo d’intervento giuridico onlus, raccogliendo diverse segnalazioni da parte di residenti, ha inoltrato (3 giugno 2012) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti all’’Arpa Lazio, alla Provincia di Roma, al Comune di Morlupo, alla società Atac.

L’’utilizzo di prodotti ad azione diserbante potenzialmente pericolosi per l’’ambiente, per le risorse idriche, per le colture, per le attività di allevamento e, conseguentemente, per la salute dell’’uomo, costituisce infatti fonte di sensibile preoccupazione per i residenti lungo la predetta linea ferroviaria.

Si ricorda che l’’utilizzo di sostanze diserbanti prevede specifiche modalità di esecuzione, relativamente sia alla sicurezza dell’’operatore che provvede alla distribuzione sia all’area da sottoporre a trattamento (che andrebbe opportunamente delimitata, in modo da evitare qualunque contaminazione nei confronti di persone non adeguatamente protette o animali) e in caso di distribuzione in aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, quali corsi d’’acqua o pozzi, dovrebbe essere predisposta e osservata una opportuna fascia di rispetto, ai sensi dell’’articolo 94, comma 4, lettera c) del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.

Il decreto legislativo numero 152/2006 e s.m.i. pone divieti di scarico sul suolo, sugli strati superficiali del sottosuolo, nelle acque sotterranee e nelle acque superficiali (artt. 103 – 105 d.lgs. 152/2006 e s.m.i.) e prevede sanzioni amministrative e penali nei confronti di chi violi le indicate prescrizioni (art. 133 e 137 del d.lgs. 152/2006 e s.m.i.).

Si attendono ora rapidi interventi da parte delle amministrazioni pubbliche richieste.

Stefano Deliperi
Gruppo d’’Intervento Giuridico onlus


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5 giugno, 2012

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