![]() L'assessore provinciale Giuseppe Fraticelli |
![]() Fabio Bartolacci |
Riceviamo e pubblichiamo – Quando la dialettica politica travalica il legittimo confronto e sfocia in attacchi personali volti a denigrare oltre all’avversario politico del momento anche i suoi affetti più cari, a quel punto è dovere morale dissociarsi e condannare, senza se e senza ma, lo squallore di certo “teatrino della politica”.
Quando poi questi attacchi arrivano dalla propria parte politica, allora la condanna non può che essere ancora più dura, perché sostituire la dialettica con l’offesa e l’insulto, non fa che danneggiare la credibilità del partito nel quale tutti, nel bene o nel male, ci riconosciamo.
Se il confronto congressuale, legittimo e doveroso all’interno di una formazione come il Popolo della Libertà che si richiama ai valori supremi della democrazia, è destinato a scendere a livelli così bassi, allora con tutto il rispetto e il desiderio di partecipazione che anima la nostra attività politica, noi non ci stiamo. Non siamo disponibili a partecipare ad un dibattito che, anziché privilegiare i contenuti politici, scade nell’invettiva più becera e inaccettabile.
A Giulio Marini va quindi tutta la nostra stima e solidarietà, con l’auspicio che, quanto avvenuto martedì scorso in consiglio comunale ad opera di un esponente del Pdl, sia stato un caso isolato e non più ripetibile. Altrimenti dovremo prendere atto, nostro malgrado, della non sussistenza delle condizioni essenziali per un confronto franco, leale e costruttivo volto a definire, in sede congressuale, le proposte migliori per rilanciare il Pdl fra la gente e per affrontare a testa alta e con dignità le prossime scadenze elettorali.
Giuseppe Fraticelli
Fabio Bartolacci
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