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Sipicciano - Venerdì 14 dicembre alle 21 all'università agraria sarà proiettato il film "Katherine. Storia di una terrorista" e sabato 15 sarà la volta di "Hair"

Videquilibro, al via la rassegna cinematografica per parlare del ’68

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Sipicciano

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’associazione culturale Videquilibro prima che l’anno passi ha deciso di onorare il cinquantenario del ’68 con una mini-rassegna cinematografica dedicata a quel periodo tumultuoso della nostra storia recente.

Venerdì 14 dicembre alle 21 nei locali dell’università agraria, all’interno del palazzo Baronale di Sipicciano, sarà proiettato il film “Katherine. Storia di una terrorista” (1975), del regista J. Paul Kagan. Sabato 15 dicembre sarà la volta di “Hair” (1979) di Milos Forman.

Tra tutti i film sul ’68 abbiamo scelto questi due perchè ci sembrano rappresentare bene le due anime preponderanti di quel fermento culturale che prorpio nel 1968 ha avuto il suo momento cruciale.

In “Katherine. Storia di una terrorista”, film poco conosciuto in Italia, viene rappresentata l’anima politica, rivoluzionaria, che ha avuto tanti pregi (analisi radicale dei problemi creati dal capitalismo) ma anche zone oscure, come lo sbocco nella lotta armata di alcune frange estreme.

In “Hair”, film noto a un pubblico più vasto, viene rappresentata l’anima spirituale, anch’essa rivoluzionaria, che ha avuto come l’altra tanti pregi (analisi radicale dei problemi creati dal materialismo) ma anche zone oscure, come lo sbocco nella dipendenza non solo da droghe in alcune frange estreme.

Pregi e difetti, quindi, valori di fondo (giustizia, uguaglianza, libertà, fratellanza, internazionalismo, curiosità, apertura, emancipazione, fiducia, spirirualità, compassione) e derive nichiliste, di annullamento (ghettizzazione, isolamento, lotta armata, eroina).

A mezzo secolo da quell’anno fatidico non si può fare a meno di fermarsi un attimo a ricordare e a riflettere su cosa è veramente stato.

Per molti è stata una vera rivoluzione culturale e sociale, di stili di vita, di libertà personali, di crescita della consapevolezza delle diversità umane (generazionali, di genere, di classe, etniche); in quegli anni al progetto-sogno socialista e comunista se ne sono aggiunti altri: il femminismo, il pacifismo, l’ecologismo, l’olismo, l’incontro tra oriente e occidente, l’utopia di un’umanità planetaria e solidale.

Per altri è stata una catastrofe antropologica che ha portato alla decadenza della cultura cristiana e borghese dell’occidente europeo e americano, una libertà individuale senza più regole sociali e tradizioni, un lassismo esasperato nella sfera sessuale e non solo, una perdita della morale e una generale mollezza dei costumi, come fossimo in una condizione simile a quella che ha portato alla fine dell’impero romano.

Qualunque sia l’opinione riguardo all’impatto avuto dal ’68 nella nostra vita, vedere insieme questi film e condividere le impressioni ricevute potrà essere una buona occasione per rifletterci su di nuovo. E potrebbero persino riaffiorare le tre domande fondamentali: chi siamo? da dove veniamo? dove stiamo andando? Almeno alla seconda potremmo abbozzare una risposta: veniamo un po’ anche dal ’68.

 Associazione culturale Videquilibro

 

 

 

 


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12 dicembre, 2018

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