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Comune - Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020) chiede agevolazioni per le associazioni culturali e punta il dito sul regolamento che le concede gratuitamente ai gruppi consiliari

“È assurdo, per le sale comunali pagano tutti tranne i consiglieri”

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Alfonso Antoniozzi

Alfonso Antoniozzi

Viterbo – “Pagano tutti, tranne i consiglieri comunali…” . Spazi di pregio del comune, dal ridotto dell’Unione ( che adesso è inagibile), alla sala Regia, ad Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020) i conti non tornano.

Per i comuni mortali e le associazioni, i costi da anticipare fra assicurazione e caparra non sono proprio indifferenti, attorno ai cinquemila euro. Ma non per i consiglieri. Lo stabilisce il regolamento approvato… dai consiglieri.

Antoniozzi ha tirato fuori l’argomento in chiusura di commissione, per convincere i colleghi a rivedere le regole e favorire associazioni culturali, nell’accesso al teatro Unione, e a tutti gli altri spazi, sala del consiglio, giardino di palazzo dei Priori e altri, oggi a molti inaccessibili, proprio per le eccessive spese.

Una riduzione del 50%, agevolazioni, o una soluzione per la copertura assicurativa, che il comune dovrebbe stipulare e non chi affitta il locale, che invece dovrebbe pagare una quota, tra le possibili soluzioni. Al vaglio dell’amministrazione.

L’assessore Paolo Barbieri (Patrimonio) è per aprire, ma con cautela. Si tratta di un bene di valore, il cui recupero è costato milioni di euro e non è nemmeno finito.

“Ma con questa situazione – osserva Antoniozzi – le associazioni del territorio non ci mettono piede, è surreale far pagare le onlus per iniziative di beneficienza. L’Unione, ad esempio, è il teatro della città, non dell’Atcl e più alzate di sipario ci sono e meglio è per una simile struttura. In generale è una follia che alle associazioni si mettano paletti, debbano sostenere costi mentre i consiglieri, per iniziative legate alla loro attività possano usufruirne senza grossi problemi”.

La giunta ha approvato una delibera per concedere ad alcune onlus l’Unione. Non tutte. “Ci sono ancora lavori da effettuare – ricorda Barbieri – con la ristrutturazione muraria gli interventi non sono terminati, nonostante l’impegno economico sia stato consistente.

Bisogna capire come ottemperare le varie esigenze. Va considerato che il teatro, ogni volta che si apre ha di partenza mille euro di spese fisse, costi vivi. Più il resto”. E i conti ancora non tornano.


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17 dicembre, 2018

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