Castiglione in Teverina – Riceviamo e pubblichiamo – Caro Riccardo,
ci conosciamo da anni, anche se superficialmente, e credo tu sappia dell’ammirazione, stavo per scrivere devozione, che nutro nei tuoi confronti: l’apprendistato nelle Cantine Vaselli di Castiglione in Teverina, la carriera brillantissima, l’Oscar del Vino, la Falesco, i successi a San Patrignano ed a Cremisan Betlemme, i rapporti professionali con la vitivinicoltura di tutto il mondo, ed ora anche se non direttamente la Scuola di Alta Formazione sempre a Castiglione.
Per questo sono rimasto sgomento e addolorato per quanto ho letto su Tusciaweb del tuo intervento in un convegno sulla viticoltura nella Tuscia svoltosi al Museo del Vino di Castiglione.
“Le due fiere del vino, quella di Castiglione in Teverina e di Montefiascone sono soltanto due momenti per ubriacarsi; non danno una cultura del vino ma sono un danno per il territorio”
Chi scrive è stato l’ideatore ed il realizzatore della nuova formula della Festa del Vino dei Colli del Tevere since 1987; prima come presidente della Pro Loco Castiglione, poi come sindaco sino al 2004.
Spiace che ti sia sfuggito cosa ha rappresentato la Festa del Vino per Castiglione, con il suo clamoroso successo di migliaia di persone che sarebbero capitate a Castiglione solo per sbaglio, non eravamo neanche nelle cartine stradali; essa ha prodotto innazitutto una mobilitazione volontaria di tutte le associazioni del paese, una dinamizzazione dei rapporti tra le due istituzioni principali, Comune e Proloco, con la cittadinanza.
Cinque giorni, nessuna festa era mai durata tanto, intensi di fatica giorno e soprattutto notte, ad allestire, cucinare, servire, ripulire ed anche divertirsi, perché il protagonismo per quanto faticoso, diverte.
La formula era nuova e per questo ebbe successo: vino, gastronomia locale, musica ed arte, centro storico.
Abbiamo fatto scoprire uno dei centri storici più belli del Lazio innanzitutto ai Castiglionesi e poi agli altri, che ne hanno subito il fascino ed apprezzato la bellezza e ne hanno goduto in modo nuovo, ogni piazza una cantina, una musica, uno spettacolo.
Poi sono venuti gli investimenti: abbiamo risanato un borgo fatiscente e senza speranza, che continua ad essere in attesa di una visione lungimirante che lo valorizzi appieno, perché il nostro futuro è nel collegamento tra il Muvis ed il Borgo.
Dalla festa del vino, dai dibattiti e dagli incontri (al primo del 1987 partecipasti anche tu) siamo cresciuti, abbiamo affinato l’approccio al vino; dalle damigiane siamo passati alle bottiglie, alla degustazione, alle verticali.
Poi è venuta l’ipotesi del Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari il Muvis; condussi una trattativa defatigante con i Vaselli che avevano già approvato un progetto per trasformare la cantina in appartamenti e negozi; ce la facemmo ed ho avuto la soddisfazione di ricevere per quell’idea il primo milione di euro di fondi europei.
Poi venne la Strada del Vino della Teverina, che univa i 6 comuni del consorzio ed anche Bomarzo, perché era chiaro già da allora che si dovesse puntare sull’asse virtuoso, Civita di Bagnoregio-Parco dei Mostri di Bomarzo.
Senza la nostra Festa del Vino tutto ciò non ci sarebbe stato, e anche la Scuola di Alta Formazione non avrebbe avuto la sede prestigiosa che ha.
La Festa continua ancora e con successo ed è per noi castiglionesi non solo motivo di orgoglio perché è la più bella e partecipata in un largo comprensorio interregionale, ma perché in essa il vino continua a fare il suo straordinario e miracoloso mestiere, mettere insieme le persone per farle comunicare, per fargli esprimere i loro migliori sentimenti di sociabilità e simpatia, in un contesto unico ed in atmosfere irripetibili.
So bene che su 30/40mila persone alcune si ubriacano e che alcuni ragazzini pagano il loro primo approccio al vino; quanti sono 10, 20? Basta questo per dire quello che hai detto?
Per il vino, caro Riccardo, sin dalla Georgia, alla Grecia, all’Etruria ed a Roma, non sono mai stati mai rispettati canoni o regole, sia nel farlo che nel berlo; la tua è una visione, una concezione rispettabile, ma non unica o perfetta.
Il vino va oltre, e il giudizio non può essere elitario o bacchettone; la cultura del vino la stiamo da tempo perfezionando e diffondendo, e a gratis con enormi sacrifici.
Perché non ci dai una mano, come noi l’abbiamo data col Muvis, come del resto facesti all’inizio della Festa del Vino dei Colli del Tevere; perché non rilanciamo la Strada del Vino che una dissennata amministrazione ha mandato in malora; perché non riprendiamo il Progetto Teverina con i comuni sulle due sponde del Tevere? Perché infine non trovi una forma elegante per scusarti con i castiglionesi, che credimi alla Festa del Vino ci tengono e parecchio.
Francesco Chiucchiurlotto
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY