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Botte a Bolsena - Si aggiungono particolari al racconto di Jaouad Ouboulmane che ribalta l'accusa da parte di due ragazze di Arezzo di essere state picchiate e insultate da lui e un suo amico - FOTO

“Ricevo minacce di morte dal giorno del pestaggio”

di Elisa Cappelli
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Pestaggio a Bolsena - Nei riquadri Stefania Calendo e Jaouad Ouboulmane

Pestaggio a Bolsena – Nei riquadri Stefania Calendo e Jaouad Ouboulmane

Bolsena – “Ricevo minacce di morte dal giorno del pestaggio”. Jaouad Ouboulmane dà la sua versione dei fatti sul pestaggio di Bolsena avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 dicembre.

La sua denuncia rilasciata alle forze dell’ordine ribalta totalmente l’accusa da parte di due ragazze di Arezzo di essere state picchiate e insultate da lui e un suo amico.

La testimonianza di Stefania Calendo e Michela Cuomo era apparsa nelle pagine di Arezzo24 dove le ragazze, anche attraverso un’intervista video, avevano raccontato la loro versione della vicenda dicendo di essere state aggredite con calci e pugni. A una di loro sarebbero stati anche rivolti insulti omofobi.

Ma ciò che afferma Jaouad è diametralmente opposto alla ricostruzione data dalle ragazze.

E racconta, inoltre, di aver ricevuto minacce dal giorno in cui tutto è accaduto.

“Dal giorno dei fatti narrati ad oggi – dichiara Jaouad Ouboulmane ai carabinieri – sto ricevendo sui social da parte di familiari e amici di Stefania delle minacce di morte e offese varie. Stanno anche divulgando delle mie fotografie pubblicate su Facebook con commenti offensivi verso la mia persona”.



Agli inquirenti Jaouad ha anche voluto fare una precisazione.

“Vivo in Italia da circa 10 anni senza mai aver avuto problemi con la giustizia” riferendosi, probabilmente, al fatto di aver dichiarato ai militari di aver ricevuto più volte richieste di droga da parte di Stefania e dal suo amico Valter.

Il gruppo di amici intorno alle 23,30 del 4 dicembre si sarebbe effettivamente ritrovato a passare del tempo insieme al bar, ma sull’epilogo della serata le versioni fornite da Stefania e Michela da una parte e da Jaouad dall’altra, sono totalmente diverse.

Stefania e Michela avevano raccontato di essere tornate a casa dopo la serata con Jaouad, il suo amico Sergio e altre persone, per poi accorgersi di essere seguite dai due stranieri.



I due avrebbero incominciato a picchiarle poco prima che le giovani riuscissero a chiudersi in casa.

Subito dopo, aveva spiegato ancora Stefania, uno dei due avrebbe comunque rotto i tasselli della porta a vetri di casa sua riuscendo così a entrare e a pestare le ragazze. A lei sarebbe stato rivolto l’insulto “Muori lesbica”.

In quel frangente una terza persona, Valter, sarebbe riuscito a scappare e a chiamare i carabinieri.

“Non mi sarei mai aspettata una cosa del genere – aveva detto Stefania ad Arezzo24 -. Non voglio accusare ma secondo me si sono presi qualche sostanza che magari, mischiata all’alcol, gli ha fatto perdere la ragione”.

Ma Jaouad ribalta tutto, secondo quanto dichiarato dal giovane nella denuncia ai carabinieri.

“Mentre io e due miei amici eravamo fuori dal bar – racconta Jaouad agli inquirenti – sono arrivate altre quattro persone che conoscevo, Valter C., Stefania, un’altra ragazza, Michela e si sono sedute con noi. Hanno da subito iniziato a bere alcolici tanto da stuzzicare me e Sergio pretendendo dell’hashish”.

A questo punto il gruppo si sarebbe spostato a casa di Stefania la quale, stando al racconto di Jaouad fatto ai militari, avrebbe chiuso a chiave la porta chiedendo di nuovo al giovane di darle la droga.

“Vista la mia risposta negativa – dichiara Jaouad – si è intromesso anche Valter C. dicendomi ‘Che razza di marocchino sei se non ce l’hai?’”.

Da lì in poi la situazione avrebbe incominciato a degenerare tanto da portare Jaouad a voler andare via.

“Quando ho cercato di aprire la porta – spiega Jaouad nella denuncia – non ci sono riuscito perché chiusa a chiave dall’interno. Valter C. mi ha fatto cadere a terra con una ginocchiata e mi ha preso a pugni al volto e al corpo. Ha preso un coltello e ha iniziato a muoverlo in maniera minacciosa. Ho ricevuto anche dei colpi con una sedia da parte di Stefania”.

Soltanto le indagini dei carabinieri riusciranno a fare luce sul caso sempre più oscura.

Elisa Cappelli


Articoli: “Intrappolato in casa, minacciato con un coltello e preso a sediate” – Vetri rotti, schizzi di sangue ovunque e oggetti scaraventati a terra – “Presa a calci e pugni in casa mentre mi gridava ‘Muori lesbica’” 

Fotocronaca: Botte a Bolsena – Jaouad Ouboulmane – Due ragazze aggredite a Bolsena


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22 dicembre, 2018

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