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L'Irriverente

Buon Natale laggiù…

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – A Natale ogni luogo ha la sua nenia.

Quella della scuola di Tuscania, con la maestra che ha cambiato in un verso Gesù con laggiù, inizia così: “Natale è una favola” e qui, piuttosto, avrebbero dovuto tagliare le forbici didattiche, perché non di fiaba si tratta ma di storia, come scrissero Flavio Giuseppe, Plinio, Svetonio e Tacito.

Quel Gesù, infatti, è l’ispiratore di una religione che pervade – e domina – tanta parte del mondo da duemila anni, ma la sua nascita era stata prevista già otto secoli prima dall’ebreo Isaia che gli profetizzò addirittura natura divina.

Una condizione, questa, non apprezzata però dai connazionali che ne chiesero la morte al rappresentante del governo di occupazione.

Un certo Pilato, alto burocrate romano, il quale al solo sentire che qualcuno si diceva dio come il suo imperatore – e soprattutto che costui venendolo a sapere gli stroncasse la carriera – se ne lavò le mani su interessato consiglio della moglie Claudia. E Gesù, diventato il Cristo, “morì sotto Ponzio Pilato”, procuratore di Augusto. Storia, dunque, e di quelle maledette o benedetta a seconda dei punti di vista.

La correzione linguistica alla nenia di Tuscania a conti fatti finisce comunque col riportare, indirettamente e fuori dai merry christmas d’occasione, al rispetto proprio del cancellato Gesù e della sua storia – non favola – tanto travagliata quanto ribelle da farlo mettere a morte poco dopo aver detto che il futuro (il regno dei cieli) sarà dei poveri.

Lui che, appena nato, fu adorato da gente “venuta da lontano”, i magi che, secondo alcuni testi, erano di razza araba, iraniana, indiana. Insomma, quelli di laggiù insieme ai pastori di lì. Perché tutti, se vogliono, hanno diritto a un dio, comunque lo chiamino.

Accapigliarsi, perciò, sulle parole, “laggiù, Gesù”, rischia l’effetto torre di Babele. A quelli che la costruirono per “farsi un nome” e così sottomettere i popoli, il Dio delle Bibbia “confuse le lingue in modo che non si capissero più tra loro”.

Allora, buon Natale qui e laggiù.

Renzo Trappolini


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23 dicembre, 2018

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