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Sutri - Palazzo Doebbing - Il sindaco Vittorio Sgarbi ha presentato l'opera della grande pittrice caravaggesca esposta al museo - FOTO

“Una Cleopatra sconvolta nei capelli, nel viso e nelle forme”

di Maurizia Marcoaldi
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Sutri - Vittorio Sgarbi alla presentazione di Cleopatra di Artemisia Gentileschi

Sutri – Vittorio Sgarbi alla presentazione di Cleopatra di Artemisia Gentileschi

Sutri – “Un capolavoro per il capovolgimento dei canoni di bellezza. Una Cleopatra che appare sconvolta nei capelli, nel viso e nelle forme”.  

Il sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi ha presentato ieri pomeriggio a Palazzo Doebbing Cleopatra, opera delle pittrice caravaggesca Artemisia Gentileschi.


Gallery: Cleopatra di Artemisia Gentileschi


“In questa tela è presente la realtà di una donna anche nella sua fatica fisica – ha aggiunto Vittorio Sgarbi -. C’è un corpo che perde armonia nei suoi lineamenti, anche nelle sue labbra. Appaiono gonfie. Qui c’è tutto quello che appartiene all’estetica di Caravaggio”.



Oltre un centinaio le persone presenti. In tanti anche alla presentazione del libro, nella sala conferenze di Palazzo Doebbing, “Il romanzo di Benito. La vera storia dei falsi Mussolini”. Evento che ha preceduto la presentazione della tela della pittrice cavaraggesca e a cui erano presenti sia l’autore del libro Pasquale Chessa che la giornalista, in veste di  moderatrice, Daria Galateria. Ad intervenire anche il presidente della Fondazione Terzo Pilastro internazionale, Emmanuele Emanuele.

Una tavola rotonda a cui anche il sindaco di Sutri ha preso parte per poi dare appuntamento alla sala sottostante e scoprire insieme la Cleopatra di Artemisia Gentileschi. 

“Un dipinto importante perché qui non abbiamo una rappresentazione della bellezza di Botticelli o Raffaello. La pittrice rovescia la bellezza in bruttezza. Non ci sono modelli reali o idealizzati – ha specificato il sindaco di Sutri –. Il soggetto imprime alla tela tutta l’espressività nella sua realistica drammaticità”. 

Tratti tipici di Caravaggio. E infatti Artemisia Gentileschi, pittrice romana vissuta tra il 1593 e il 1656, è stata un’esponente importante del caravaggismo del seicento. L’opera è databile tra il 1615 e il 1620. E la pittrice traccia il suo stile cavaraggesco nel tipico gioco di luci e ombre e nel tratteggiare la celebre regina egizia come figura femminile piuttosto reale, lontana da canoni di bellezza classici o di perfezione fisica. Nessun riferimento storico o eroico nella tela. Forse soltanto uno: il serpente che con il suo morso e il suo veleno portò alla sua morte.

“La luce illumina questo braccio soprattutto. E’ Sgraziato, volutamente grosso – ha aggiunto Vittorio Sgarbi – Qui non c’è nulla di classico se non il panneggio che richiama il padre Orazio. Questo quadro quando venne alla luce non fu immediatamente attribuito all’artista, ma al romagnolo Guido Cagnacci. Soltanto successivamente fu individuato con certezza lo stile della pittrice”.

L’artista romana non è però soltanto conosciuta per le sue opere ma anche per la sua storia personale che in un certo senso la ricollega a un femminismo ante litteram.

“In tempo di me too – ha commentato Vittorio Sgarbi – possiamo dire che Artemisia Gentileschi può essere considerata la prima Asia Argento della storia”. 

Infatti la pittrice non soltanto scelse di fare un mestiere che al tempo difficilmente accettava l’apporto di una donna ma, vittima giovanissima di violenza sessuale, ebbe il coraggio di accusare di stupro un collega e amico del padre. Ed ecco che così nella Roma di inizio 600 si svolse un processo che metteva alla gogna il pittore Agostino Tassi. 

“In realtà forse non fu una storia di assoluta violenza sessuale ma più una mancata promessa di matrimonio. L’aggressione ci fu, ma forse lei dopo chiese di riparare con un matrimonio che però Agostino Tassi non volle mai celebrare. Di fatto Tassi che fu un grande pittore non compare mai nelle mostre di Artemisia”.

E il sindaco di Sutri ha così deciso di rimediare e riunirli. “Nella mia collezione personale – ha specificato – ho accostato un’opera della pittrice a una di Tassi”. 

“Dopo tanto tempo ho fatto in modo che i due si siano ritrovati”, ha concluso Vittorio Sgarbi.

Maurizia Marcoaldi

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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23 dicembre, 2018

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