Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Vediamo cosa accade lunedì in capigruppo.
Io rimango della mia opinione e spiegherò le motivazioni giuridiche, tuttavia la decisione è del presidente non del segretario generale, dunque può decidere di mantenere questa decisione rischiando di fare un consiglio comunale sub judice. E facendo una forzatura politica con l’opposizione nonché certificando che il sindaco non ha la maggioranza tanto da nemmeno provare a fare un consiglio in prima.
Oppure visto che ormai la capigruppo è convocata utilizzando il buon senso trovare una soluzione di mediazione che elimini il problema e che faccia prevalere la politica ed il rispetto tra maggioranza e opposizione, invece di una strettoia giuridica dentro la quale lo ha portato il segretario generale che rischia di far sbattere il consiglio contro un muro. E soprattutto una forzatura il cui effetto qualora non rimossa sarà di deteriorare i rapporti tra i capi gruppo anche per il futuro.
Il mio auspicio è che prevalga la politica del buonsenso sui codicilli del segretario generale. Il rischio è alto ma ricordo al presidente che in ogni caso la responsabilità è tutta la sua, così prevede il regolamento non certo della dirigenza dunque sta a lui decidere cosa fare assumendosi la responsabilità giuridica e politica davanti al consiglio.
Giacomo Barelli
Capogruppo Viva Viterbo
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