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Lettere - Intervengono gli operatori del Cup e centralino Asl di Viterbo

“Non siamo dei fattorini, lottiamo per la nostra dignità”

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Viterbo - Il Cup dell'ospedale Belcolle

Viterbo – Il Cup dell’ospedale Belcolle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In risposta all’articolo da voi pubblicato “Lo sciopero del Cup non riguarda la Asl”, affermiamo che “lo sciopero non riguarda la asl” è quanto è stato dichiarato dal Tribunale per i diritti del malato, aggiungendo che tale sciopero riguardasse “interessi di contratto” di noi operatori Cup dipendenti da aziende private.

Il fatto che la Asl si sia trovata “spiazzata” davanti allo sciopero e ai sacrosanti reclami degli utenti non può essere imputato agli operatori Cup, in quanto la giornata di sciopero era stata comunicata formalmente all’Asl dall’azienda ancora in appalto, nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge.

Lo sciopero è un diritto del quale gli operatori Cup si sono avvalsi sempre nel rispetto della legalità e l’avviso per gli eventuali disagi spettava a chi era a conoscenza dello sciopero e avrebbe forse dovuto avvisare l’utenza.  Ci chiediamo perchè questo non sia accaduto, con la certezza che il motivo non sia stato di quello di gettare fango sugli operatori Cup che stanno lottando disperatamente per la loro dignità.

Per salvaguardare non “interessi” contrattuali per chissà quali cifre, ma per vedere riconosciute le proprie mansioni e le proprie competenze dimostrate da tanti anni ogni giorno a contatto con i cittadini. La nuova gara Cup, aggiudicata alla Rti, capitanata dalla Gpi di Trento, prevede una decurtazione di quasi il 19% dello stipendio e un inquadramento dal quarto livello del commercio al terzo livello del multiservizi, che fa tabula rasa sul lavoro svolto e sulle competenze acquisite e dimostrate negli anni facendosi beffa di ogni diritto dei lavoratori sancito dalla carta costituzionale.

Gli operatori Cup sono da tanti anni in prima fila a metterci la faccia per la Asl e per la sanità, cercando di risolvere le questioni più immediate e dirette, dalle prenotazioni alla scelta del medico. E numerose altre mansioni un tempo gestite dal personale Asl, che ha delegato al Cup ogni possibile attività. E il lavoro h24 degli operatori del centralino, sempre pronti a mettere in contatto gli utenti con i sanitari per tantissime emergenze.

Non siamo dei fattorini, ai quali il terzo multiservizi ci associa per tipologia di lavoro. Percepiamo mediamente 730 euro di stipendio e togliercene 150-200 ci cambia la vita. Non parliamo di chissà quali “interessi”.

Si tratta di preservare la nostra dignità di lavoratori e, in una gara al massimo ribasso, la Asl e la regione vogliono risparmiare affamandoci, dopo anni di sprechi e di mal gestione della sanità.

Noi operatori Cup non ci stiamo e non firmeremo contratti vergognosi subendo ricatti e pressioni.

Operatori Cup e centralino Asl Viterbo


 – “Sciopero Cup, la questione è molto grave e complessa”


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24 dicembre, 2018

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