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Politica "Spero che il movimento corregga questo grave errore" ha commentato l'ex ufficiale di marina

Movimento 5 Stelle: espulsi De Falco, De Bonis, Moi e Valli

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Gregorio De Falco

Gregorio De Falco

Roma – Il Movimento 5 Stelle ha espulso i parlamentari Gregorio De Falco, Saverio De Bonis e gli europarlamentari Giulia Moi e Marco Valli. A deciderlo, come comunicato da una nota su il blog delle Stelle, è stato il collegio dei Probiviri.

Specificata nel post anche la motivazione: “a fronte di comportamenti contrari alle norme dello statuto e del codice etico, accettato e condiviso da eletti ed iscritti”. 

Provvedimenti anche per il senatore Lello Ciampolillo, per il quale il collegio dei probiviri ha optato per il richiamo.

Nei confronti dei senatori Matteo Mantero e di Virginia La Mura i procedimenti disciplinari sono stati invece archiviati, mentre restano ancora pendenti per le senatrici Elena Fattori e Paola Nugnes. 

Nella nota si legge anche che “le motivazioni dei singoli provvedimenti disciplinari sono state inviate ai diretti interessati”.

Per De Falco e De Bonis ha pesato il voto contrario e poi l’astensione al decreto sicurezza. De Falco, inoltre, si è astenuto in senato al voto di fiducia sulla manovra, e infine aveva criticato la scelta del governo di non firmare il global compact sui migranti.

Giulia Moi era stata invece coinvolta nella vicenda ‘rimborsopoli’, mentre Valli si era già autosospeso per una vicenda relativa ad una falsa laurea inserita nel suo curriculum. 

“Spero che il movimento in autotutela corregga questo grave errore – ha commentato De Falco – perché è un provvedimento sbagliato nel merito, incostituzionale e sanziona l’espressione di opinione e di voto in contrasto con le tutele prestate ai parlamentari dall’articolo 68. Per quanto riguarda il caso del decreto sicurezza si dovrebbe sapere che, nonostante alcuni di noi avessero chiesto un confronto interno al movimento e quindi che si parlasse del tema, non ci è mai stato concesso. All’interno del movimento è difficile parlare di politica. Un partito politico deve essere un luogo in cui si parla liberamente di politica e prima di andare ad esprimere una posizione di sintesi occorre confrontarsi”.

Dura la reazione del premier Luigi Di Maio. “Quando i candidati del MoVimento 5 Stelle entrano nelle liste accettano alcune regole, poche e chiare, che sono vincolanti per la loro candidatura – ha sottolineato per poi concludere – Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile”.


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1 gennaio, 2019

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