Roma – Fungaioli e tartufai, attenti al fisco. Viene regolamentato il regime fiscale dei raccoglitori occasionali di “prodotti selvatici non legnosi” e di piante officinali spontanee.
Arriva un’imposta fissa di 100 euro sui redditi che possono derivare dalla vendita occasionale di questi prodotti. Fissato anche a 7mila euro il limite sopra il quale non si può parlare di vendita occasionale.
I prodotti interessati sono molti: dalle more alle nocciole, dai mirtilli alle ghiande per arrivare anche al sughero, alle bacche ai muschi e ai licheni.
E’ solo una delle novità della temuta manovra che, a partire da gennaio, prevede che tutte le partite Iva dovranno emettere fatture elettroniche, esclusi i contribuenti forfettari, le farmacie e gli operatori sanitari, alcuni agricoltori e le associazioni sportive dilettantistiche.
Sconti, invece, per chi compra auto elettriche. Il contributo di seimila è destinato a chi rottama l’auto e compra un’elettrica nella fascia di emissioni 0-20 grammi/km di Co2: per la fascia di 21-70 grammi/km di Co2, si scende a 2500 euro; senza rottamazione, si avranno rispettivamente 4mila o 1.500 euro. Da marzo scatta però l’ecotassa per l’acquisto delle auto più inquinanti. Salve le utilitarie, sono previste quattro fasce e un balzello da 1.100 a 2.500 euro. Ecobonus in arrivo anche per le due ruote: 3mila euro per l’acquisto di un motorino elettrico o ibrido e contributo fino al 30 per cento per chi rottama una moto di cilindrata inferiore o superiore ai 50 cc.
Rinnovati per un anno, nel frattempo, l’ecobonus e il sisma bonus, mentre rimangono il bonus giardini e il bonus mobili.
La flat tax non è per tutti, ma solo per le partite Iva che possono aderire ad un regime forfettario del 15% fino a 65 mila euro e, dal 2020, del 20% sulla quota fino a 100mila euro. Non ci saranno invece aumenti Iva nel 2019. Sale in compenso al 40% lo sconto per l’Imu sui capannoni e raddoppia la deducibilità dei beni strumentali.
Cattive nuove confermate, per ora, per le no profit. Viene cancellata l’Ires ridotta, con l’aliquota che passa dal 12 al 24%. Tasse invece al 7% ai pensionati che scelgono di venire in Italia dopo esser stati almeno 5 anni fuori. La Flat tax vale per chi sceglie piccoli paesi sotto i 20mila abitanti delle regioni del Mezzogiorno.
Mini Ires per chi reinveste gli utili in azienda in beni strumentali o posti di lavoro, dal 24 al 15%. Le imprese devono però dire addio ad oltre 2 miliardi di incentivi dell’aiuto alla crescita economica e al taglio fiscale previsto con l’introduzione dell’Iri. Il credito d’imposta su ricerca e sviluppo viene praticamente dimezzato, così come viene ridimensionato il superammortamento.
Per i più romantici. Se andate a Venezia, munitevi di spicci per pagare la tassa sullo sbarco. I turisti che non pernottano e che quindi non pagano la tassa di soggiorno dovranno comunque versare un ticket da 2,5 a 5 euro.
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