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Tarquinia - Gabriel Battistelli bacchetta il primo cittadino Mauro Mazzola

Imu, il sindaco ci spieghi come l’ha mitigata…

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Gabriel Battistelli, direttore di Coldiretti Viterbo

Gabriel Battistelli, direttore di Coldiretti Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – Leggo con stupore dagli articoli apparsi ultimamente sulla stampa, a proposito dell’Imu di Tarquinia, l’accusa del sindaco Mazzola alle organizzazioni agricole “di non lavorare” per la inclusione dei Comuni di Tarquinia e Montalto di Castro tra le zone svantaggiate e la richiesta di “tornare ad occuparsi degli interessi degli agricoltori”.

A prescindere dal fatto che nel 2001 le organizzazioni agricole sono riuscite a far includere una parte del territorio dei Comuni di Tarquinia e Montalto di Castro tra le zone svantaggiate sia pur soltanto ai fini dell’assunzione della manodopera agricola, cosa che forse il sindaco ignora, voglio solo ricordargli cosa ha fatto Coldiretti per l’Imu nell’interesse degli agricoltori ed eventualmente raffrontarlo con ciò che ha fatto il Comune.

Il decreto Salva Italia nell’ipotesi iniziale di tassazione prevedeva l’imposizione fiscale per i terreni con coefficiente moltiplicativo per la determinazione del della base imponibile di 120 per tutti, l’esenzione solo per i comuni montani al di sopra dei 1000 metri, e norme paritetiche con gli altri settori per le abitazioni principali e per i fabbricati.

Con la consapevolezza che la terra coltivata da una impresa agricola debba avere un trattamento diverso da quello riservato a chi la compra per fini speculativi o hobbistici, Coldiretti ha iniziato il suo pressing nei confronti del Governo che ha portato a questi risultati: il coefficiente moltiplicativo si è ridotto a 110 per coltivatori diretti e imprenditori agricoli rispetto a 135 per gli altri soggetti, l’esenzione della tassazione sui terreni per tutti i comuni svantaggiati e l’esenzione totale di terreni e fabbricati strumentali nei comuni montani o parzialmente montani, il ripristino delle franchigie e delle riduzioni per l’Imu sui terreni agricoli dei coltivatori diretti nelle zone non svantaggiate, l’imposta determinata sul valore catastale i terreni edificabili utilizzati per l’esercizio dell’attività agricola, l’abbattimento dell’imposta nei fabbricati inagibili o collabenti, il pagamento dell’imposta con l’aliquota ridotta allo 0.2 per cento per i fabbricati strumentali, il tetto massimo per il gettito che complessivo non dovrà superare i 224 milioni di euro, la possibilità per i comuni di portare le aliquote sui terreni dal 0.76 per cento al 4.6 per cento e sui fabbricati strumentali da 0.2 a 0.1 per cento.

Signor sindaco scusi se è troppo poco… E il Comune cosa ha fatto? Dichiarazione del sindaco in piena campagna elettorale dove diceva insieme all’assessore Di Simone: “Stiamo effettuando i calcoli per trovare soluzioni che mitighino gli effetti negativi dell’imposta” e ad un incontro l’assessore rimarcava come ci fosse una dichiarazione di intenti dell’allora giunta oggi riconfermata per l’applicazione al minimo delle aliquote.

Silenzio rispetto alla lettera inviata a tutti i Comuni con la richiesta di riduzione al minimo dell’imposta, richiesta accolta, tra gli altri, dal sindaco Carai di Montalto, unico Comune insieme a Tarquinia non svantaggiato. Altra dichiarazione sindaco nel consiglio comunale dell’8 giugno “L’Imu è un’ingiustizia del Governo, come amministrazione abbiamo lavorato per mitigarla e tutelare tutte le categorie sociali… Il Governo Monti, con l’ultima manovra finanziaria, lascia i Comuni in una situazione di estrema difficoltà, rendendo ancora più precari i bilanci locali e con essi la possibilità di continuare a erogare servizi essenziali: dagli asili nido alle scuole materne, dalle mense scolastiche ai trasporti pubblici, ai servizi per anziani. Due quindi le strade da seguire per far fronte a un’imposta sbagliata: mitigare l’Imu e renderla meno iniqua per tutelare tutte le fasce sociali o, per esempio, azzerare l’imposta sui terreni agricoli e mandare in dissesto finanziario l’Amministrazione. Noi abbiamo scelto la prima e il facile populismo lo abbiamo lasciato agli altri”.

Noi non facciamo, caro sindaco, facile populismo, guardiamo solo la realtà di tante imprese che contribuiscono in maniera determinante al mantenimento di quel territorio che permette a lei e a tutti i cittadini di Tarquinia di vantarsene e vorremmo sapere come ha mitigato l’Imu e come l’ha resa meno iniqua.

Non ci vogliamo neppure sentire responsabili di mancati servizi, i figli dei nostri soci vanno a scuola e ciascuno ha degli anziani da accudire ma ognuno deve fare la sua parte e assumersi le proprie responsabilità. Il nostro ruolo ci impone di guardare con legittima preoccupazione ad un domani di sempre maggior difficoltà per le imprese. Non vogliamo fare i conti in tasca all’amministrazione ma vogliamo rimarcare che le scelte dell’amministrazione hanno avuto una immediata conseguenza sui terreni dell’Università Agraria e conseguentemente sulle tasche degli agricoltori a cui inevitabilmente è stata imputata la nuova gabella.

Nulla questio sulla tassazione della prima casa, ricordo al sindaco che quell’entrata prima non c’era, ma per quanto riguarda i terreni vogliamo ancora una volta rimarcare che questi sono strumentali allo svolgimento dell’attività e ci viene spontaneo chiederci come faranno i restanti 59 comuni della provincia di Viterbo a sopravvivere senza l’entrata derivante dai terreni agricoli.

I casi sono due, o finiranno tutti in bancarotta oppure c’è qualcosa che non va a Tarquinia. Conoscendo personalmente il Sindaco voglio pensare che si sia solo trattato di qualche uscita infelice, sarebbe troppo facile fare il Ponzio Pilato della situazione e cavarsela con una lettera inviata al ministero per richiedere la revisione dei comuni svantaggiati.

A conclusione del versamento della prima rata si potranno fare i primi conteggi e verificare le effettive entrate; sarà quello il vero momento delle scelte dell’amministrazione di Tarquinia; nessuno come il mondo agricolo sa bene cosa siano i sacrifici e come il contributo al bene del Paese rappresenti un dovere per tutti. Noi non ci tiriamo indietro ma misure di equità e per la crescita devono riguardare anche il nostro settore, e queste misure nelle scelte del comune per ora non ci sono.

Gabriel Battistelli
Direttore Coldiretti Viterbo


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15 giugno, 2012

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