Riceviamo e pubblichiamo – Più di un anno fa, a pagina 12 del programma elettorale della lista “Per Vetralla – Sandrino Aquilani sindaco” campeggiava un punto titolato “Frazioni e località”, nel quale si prometteva attenzione, interventi, investimenti e addirittura l’istituzione di un fantomatico quanto grottesco “Registro dei problemi”, il tutto nell’ottica di porre rimedio ai molteplici disservizi che attanagliano le aree più periferiche del paese.
Disservizi che riguardano la mancanza di reti fognarie e impianti di depurazione, di numeri civici, di manutenzione stradale, di trasporto pubblico, di illuminazione e, in particolar modo, di sicurezza.
Non quella sicurezza ripristinabile (leggendo il suddetto programma) con l’installazione di videocamere di sorveglianza ma, di quella sicurezza che manca nello svolgere le normali attività quotidiane. Emblematica la lettera che una nostra concittadina residente in località Pian di San Martino ci scrive (dopo aver, invano, scritto direttamente al primo cittadino): “…la cosa che mi preme farvi sapere è come noi ragazzi e adulti che ci rechiamo a piedi alla fermata dei pullman Cotral rischiamo ogni volta di essere investiti da auto, camion, pullman e veicoli vari che ci sfrecciano accanto sfiorandoci. Essendo i lati della strada infatti sterrati e ricoperti di piante, alberi, ed erbacce, siamo costretti a camminare sulla striscia bianca che delimita la carreggiata, tremando ogni volta che ci sfiora un camion a tutta velocità e causando anche un pericolo per la viabilità su una strada estremamente trafficata”.
Ebbene sì questa è la routine in un’area extraurbana tra le più popolate del Comune; gruppi di persone di ogni età che per accedere al pubblico servizio (Cotral) ogni mattina compiono numeri da brivido, adulti e ragazzi che il tempo e l’esperienza hanno reso abili e veloci come manguste ad evitare i colpi bassi di paraurti e specchietti.
Difficile predicare una città migliore quando in quartieri (perché ad oggi di questo si tratta) come Pian di San Martino il trasporto pubblico urbano non arriva, i marciapiedi ed i semafori pedonali non esistono, le pensiline per gli autobus sono specie sconosciuta e gli abitanti si trovano costretti ad usare l’auto per ogni cosa, intasando un incrocio di altrettanto rara pericolosità.
Difficile immaginare un’urbanizzazione equa e sostenibile quando ogni lottizzazione extraurbana diventa un mero esercizio di cementificazione totale, dove ogni metro quadrato di terreno viene sfruttato all’inverosimile, senza alcuna logica sociale, economica e culturale.
Alla faccia dei piani integrati di sviluppo e della “Commissione per lo studio delle varianti da apportare al piano regolatore” (pagina 7 del programma). Difficile anche addossare la colpa agli enti quando per anni problematiche come queste sono state al centro di epici scaricabarile tra Comune, Provincia, Anas, Cotral e compagnia.
E’ vero che molti servizi e la risoluzione delle relative criticità non competono direttamente all’amministrazione, ma è altrettanto vero che essa deve porsi, prima di ogni altra cosa, come garante della risoluzione delle problematiche che gravano sul cittadino.
Crediamo sia giunto il momento di destinare quel poco che le casse comunali hanno a disposizione per produrre interventi mirati e risolutivi, che siano investimenti nel tempo e nell’interesse comune, dando un doveroso taglio a stipendi di amministratori unici, manifestazioni canore limitate a soddisfazioni personali e quant’altro. Tutte cose queste che, stando a quanto ci riferiscono e ci scrivono i nostri concittadini, non interessano più, semmai abbiano interessato qualcuno.
Sel Vetralla circolo “Renzo Gasperini”
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