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Viterbo - Il 17, 19, 20 gennaio 1944 colpiti l’aeroporto e gli scali ferroviari

Città sotto assedio, 3 bombardamenti in 4 giorni

di Michele Mari
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B-26 americano

B-26 americano

 

La chiesa di San Francesco bombardata

La chiesa di San Francesco bombardata

Viterbo – Il 17, 19 e il 20 gennaio 1944 la città di Viterbo subì tre distinte incursioni aeree da parte degli americani.

Gli obiettivi delle missioni di 75 anni fa furono gli scali ferroviari e l’aeroporto. Ma vennero colpite anche le abitazioni civili con conseguenti morti, feriti e dispersi.

Il 17 gennaio entrarono in azione ventiquattro B 26 del 319esimo gruppo da bombardamento alle 13,16 che sganciarono 142 bombe da cinquecento libbre colpendo le sezioni centrale e meridionale dello scalo ferroviario. Questa incursione costò cara alla popolazione viterbese che subì in quell’occasione 57 morti, 11 dispersi e 91 feriti.

Appena due giorni dopo ne seguì un’altra. Questa volta l’obiettivo degli americani era l’aeroporto. In quel lontano 19 gennaio 1944 entrarono in azione trentasei B 26 del 319esimo e del 320esimo gruppo da bombardamento scortati dai caccia in due ondate. La prima alle 10,50 e la seconda intorno alle 13,12.

Diciotto bombardieri sganciarono sopra l’aeroporto 86 bombe da cinquecento libbre intorno alle 13,12 alcune delle quali spolettate per esplodere anche diverse ore più tardi.

Le bombe che caddero sull’aeroporto colpirono la parte nord e quella centrale con colpi diretti sopra gli hangar. Vennero osservati dai 12 ai 15 velivoli tedeschi sulle piste. Invece gli altri aerei sganciarono le loro bombe, 89 ordigni da cinquecento libbre, nelle vicinanze di Grotte Santo Stefano per un errore di orientamento del leader della formazione. Tutti i trentasei bombardieri tornarono alla base alle 14,58.

Il giorno seguente, il 20 gennaio, fu un ulteriore giorno di bombardamenti. Questa volta gli obiettivi erano di nuovo gli scali ferroviari. Alle 11,10 trentasei B 26 del 320esimo gruppo da bombardamento americano sganciarono 193 bombe da cinquecento libbre da dieci mila piedi. Gli ordigni colpirono il centro e la parte nord della stazione ferrovia. Gli scali vennero completamente distrutti dalla formazione di aerei. Una esplosione venne vista dagli equipaggi americani circa cinque minuti dopo che vennero sganciate le bombe. Ventiquattro mezzi a terra vennero distrutti e parecchi edifici vicini colpiti. Alle 14,52 gli aerei americani tornarono alla base.

In questa tre giorni di bombardamenti si contarono, da fonti dell’archivio di stato, 96 morti, 120 feriti e 6 dispersi. Le azioni che provocarono maggiori morti e feriti furono quelle del 17 e del 20 gennaio che colpirono gli scali ferroviari e buona parte delle case vicine.

Viterbo non aveva ancora pagato il suo contributo di sangue. Infatti dopo queste prime incursione ne seguirono altre, altrettanto violente e cariche di morte e distruzione.

Michele Mari


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19 gennaio, 2019

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