Viterbo – (g.f.) – La movida va bene, ma fino a una certa. Divertimento e diritto al riposo notturno, un compromesso è possibile? In comune provano a trovarlo, con il piano per il commercio. D’estate tutti a letto all’una, in inverno anche prima, a mezzanotte.
A quell’ora, più che al letto, stop alla somministrazione di cibo e bevande. Il compromesso fra esigenze contrapposte, chi vuole divertirsi e chi vuole riposare, prova a trovarlo Gianluca Grancini (FdI), con un emendamento al regolamento in discussione. Chiusura entro mezzanotte dal primo ottobre al 30 maggio e all’una dal primo giugno al 30 settembre.
Fin qui, l’emendamento proposta dal consigliere Fratelli d’Italia, ma per i pubblici esercizi il piano prevede anche altro.
Mentre sono ancora aperti: “I titolari o gestori devono adottare tutti gli accorgimenti utili a evitare rumori e schiamazzi provenienti dall’esercizio della propria attività”. E se nel locale o nelle immediate vicinanze dovesse esserci una concentrazione eccessiva di persone, tale da provocare pericolo o intralcio a mezzi di soccorso, i responsabili devono intervenire.
Se dovessero ripetersi nel tempo fenomeni di degrado: “l’amministrazione potrà adottare provvedimenti di anticipazione dell’orario di chiusura, nonché di sospensione dell’attività”.
Incentivi, invece a chi, s’impegna ad aprire la mattina e il pomeriggio e a chiudere non oltre le 22, fermando la distribuzione di alcolici dalle 20 alle 22 e a non diffondere musica.
Locali un po’ più tristi forse, ma beneficeranno di possibili incentivi o agevolazioni sui tributi locali.
Chi, invece, ha un’attività artigianale, settore alimentare, vede confermarsi il divieto già esistente di consumo sul posto e chiusura non oltre le 21.
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