Viterbo – Il nuovo consiglio forense si presenta. Ieri mattina il neo presidente dell’ordine degli avvocati Marco Prosperoni, eletto nelle consultazioni del 23 e 24 gennaio, ha per la prima volta porto il suo saluto ai circa 700 iscritti al foro di Viterbo in un’aula di corte d’assise gremita di legali.
Agile, snello, ricco di battute e dal tono a tratti familiare il breve discorso d’apertura del neo presidente Prosperoni, che ha salutato per primi il vecchio consiglio e il predecessore Sini, “un amico che è sempre stato il nostro faro”, sottolineando come l’avvicendamento sia stato accelerato dalla sentenza delle sezioni unite della corte di cassazione dello scorso dicembre che limita a due i mandati dei consiglieri dell’ordine degli avvocati.
Undici i componenti del nuovo consiglio forense, tra i quali quattro riconferme. Oltre allo stesso presidente, che come gli altri membri resterà in carico per quattro anni, fino al 2022, ci sonoClaudia Caporossi, Stefano Brenciaglia e Stefano Perugi.
Oltre al presidente, sono stati nominati tesoriere Stefano Perugi e segretario Stefano Brenciaglia, mentre del nuovo consiglio fanno parte Caterina Boccolini, Claudia Caporossi, Federica Gigli, Ilaria Di Punzio, Michele Mancini, Serena Celestini, Severino Fallucchi e Amedeo Centrone.
“Alcuni di loro sono molto giovani, io sono l’unico con i capelli bianchi – ha proseguito il 53enne presidente Prosperoni – tanto che ho pensato che qualcuno se li tinga. Di sicuro, invece, il nuovo consiglio ha una composizione fresca, foriera di avventura e di nuove sfide. Col conforto di un sentiero segnato e la consapevolezza che avremo l’aiuto di chi ci ha lasciato il testimone”.
Al suo fianco anche il procuratore capo Paolo Auriemma e la presidente del tribunale Maria Rosaria Covelli. “Ritengo essenziale il ruolo dell’avvocatura nella tutela dei diritti – ha sottolineato il magistrato – già con il precedente presidente Luigi Sini abbiamo instaurato un percorso virtuoso, che sono sicura proseguirà. In collaborazione con l’ordine, abbiamo attivato protocolli e convenzioni, l’ultima delle quali con il carcere di Mammagialla per l’impiego, a breve, di alcuni detenuti lavoratori presso il palazzo di giustizia, nell’ottica del fine rieducativo della pena”.
Silvana Cortignani
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