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Economia - Rapporto Upi - Nel 2017 la domanda di energia nel primario cresce del 14% - Aumentano anche tutte le altre categorie di utilizzo, compreso il valore domestico pro capite

Consumi elettrici, nella Tuscia è boom del settore agricolo

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Un contatore d'energia elettrica

Un contatore d’energia elettrica

Viterbo – Cresce la domanda di energia elettrica nella Tuscia.

Il rapporto Upi sullo stato delle province del Lazio evidenzia nel 2017 un aumento dei consumi del Viterbese in tutti i settori di utilizzo.

Particolarmente marcata la crescita dell’agricoltura, che, con 65,3 gigawattora annuali, fa registrare un imponente +14,2%. È il dato più grande tra tutte le province del Lazio e quasi il doppio del valore nazionale, che si attesta sul +7,6%.

Aumento considerevole anche per il settore industriale, un +5,2% che piazza Viterbo al secondo posto nella classifica delle province laziali, dietro solo a Rieti (+10,6%).

Crescita più ridotta, ma comunque presente, per il terziario (+2,1%) e per l’uso domestico (+1,6%).

Il conteggio complessivo, che supera i mille gigawattora, registra un bilancio in aumento del 3,1%. Il segno positivo è comune ai conteggi di tutte le province del Lazio, ma solo Frosinone, col 4,3%, è cresciuta più di Viterbo.

Per quanto riguarda l’uso domestico, il rapporto Upi presenta anche un calcolo dei consumi pro capite, in rapporto con la popolazione residente.

Nella Tuscia nel 2017 ogni cittadino ha usato in media 1056 kilowattora all’anno per cucinare, illuminare, scaldare, raffreddare la propria abitazione. Più del 2016, quando i kilowattora erano 1038, ma meno del 2013, quando erano 1067.

Nel confronto con le altre province, Viterbo è praticamente alla pari con Latina (1055 kilowattora) e Rieti (1062). Frosinone è più indietro, con 1008, mentre Roma, abbastanza prevedibilmente, si afferma con 1166.


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23 marzo, 2019

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