Londra – “Una pratica folle, un imbroglio. È ingiusto per le donne competere contro persone che, biologicamente, sono ancora uomini”.
Martina Navratilova si schiera contro la possibilità di aprire le competizioni sportive per donne ai trans e finisce travolta dalle critiche.
La 62enne ex campionessa di tennis, omosessuale dichiarata fin dagli anni’80, è stata cacciata dall’associazione di sportivi pro-Lgbt Athlete Ally, di cui era ambasciatrice. “Siamo fermamente contro chi perpetua attacchi contro la comunità trans – fanno sapere dall’associazione – indipendentemente da chi sia o da quanto ha vinto”.
Accuse durissime arrivano anche dalla ciclista transgender Rachel McKinnon, che ha definito le parole di Navratilova “inquietanti, sconvolgenti e profondamente transfobiche”.
La tennista russa aveva espresso le sue opinioni in un editoriale sul giornale inglese Sunday Times. “Sono felice di rivolgermi a una donna transgender in qualsiasi forma preferisca – aveva scritto – ma non sarei felice di competere contro di lei”.
Non è la prima volta che Navratilova si schiera apertamente contro l’apertura delle gare sportive femminili ai trans.
Già nel dicembre 2018 l’ex campionessa aveva pubblicato un tweet sull’argomento, scatenando un vespaio di polemiche: “Non puoi solo proclamarti femmina e competere con le donne – aveva affermato -. Ci devono essere degli standard, e avere un pene e competere come donna non dovrebbe essere adatto a quegli standard”.
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