Viterbo – (e.c.) – “Le vostre dimostrazioni di affetto mi daranno la forza per superare il dolore”. È commosso Federico Massera, figlio di Aldo, l’84enne che si è tolto la vita lunedì sera dopo aver perso la moglie.
Il gesto tragico di un uomo ancora follemente innamorato della donna della sua vita, il gesto disperato di un marito che non è riuscito ad accettare di rimanere solo senza di lei.
La moglie, Maria Domenica Bernardini, era molto conosciuta e stimata. E’ stata insegnante per tanti anni e ha concluso la sua carriera all’istituto Vanni, prima di andare in pensione. Da qualche tempo si era ammalata e si trovava a Belcolle, ma subito dopo la sua morte Aldo non ha retto più e ha deciso di farla finita.
La storia ha commosso la città e in tantissimi hanno voluto dimostrare la vicinanza e l’affetto a Federico Massera e alla sua famiglia.
E il suo pensiero, in questo momento di dolore estremo, è andato proprio a tutti coloro che gli si sono stretti attorno.
“Sento di voler ringraziare tutte le persone che mi sono state accanto, gli amici, i familiari, i colleghi di lavoro miei e di mia moglie e tutti quelli che non sono riuscito a salutare ieri nel giorno dei funerali dei miei genitori e con cui mi scuso – dice con la voce ancora rotta dalle lacrime -. Ringrazio i sanitari dell’ospedale di Belcolle che sono stati accanto a mia madre per tutto il tempo con professionalità, umanità e cortesia. Ringrazio veramente tutti. Le vostre dimostrazioni di affetto forse mi daranno la forza di superare il dolore”.
Un dolore pesante come un macigno che ha sconvolto la tranquillità di una bellissima famiglia viterbese. Una famiglia molto unita anche durante le difficoltà.
E ne ha dato dimostrazione durante i funerali dei coniugi Massera il piccolo Francesco, il nipote, che ha preso la parola e ha letto il suo pensiero dedicato ai nonni.
“Mi sento fortunato anzi onorato di essere stato loro nipote – sono le parole commoventi di Francesco durante la celebrazione del funerale – e so che nonostante loro ora non siano più qui a chiamarmi dopo una giornata di scuola pronti a consolarmi e difendermi con i miei in caso di brutto voto, io li avrò sempre accanto in un modo o in un altro. Il dolore è tanto e il vuoto quasi incolmabile ma per fortuna ho una famiglia di grandi persone, eredi delle qualità migliori dei nonni”.
Francesco ha concluso il suo struggente ricordo dei nonni dicendo: “Vi vorrei rasserenare dicendo che ora i miei nonni sono felici e insieme, come in terra così in cielo. Vi voglio bene nonni e spero di essere stato un nipote degno di voi”.
Un ultimo ringraziamento Federico Massera lo rivolge agli uomini delle forze dell’ordine.
“Gli agenti della polizia mi sono stati veramente vicino e li ringrazio moltissimo – afferma -. Hanno saputo farmi forza in quei momenti concitati. Sono stato io a trovare mio padre e dopo averlo visto mi sono sentito molto male. Ma loro mi erano accanto e li ringrazio con tutto il cuore”.
Non solo amici, parenti e quanti sono intervenuti ai funerali il 27 febbraio, hanno dimostrato affetto e commozione per quanto accaduto alla famiglia Massera. Ma anche tanti, tantissimi utenti su tutto il web hanno dedicato ricordi, parole di cordoglio e conforto per una tragedia che ha scosso un’intera comunità.
La lettera che il piccolo Francesco Massera ha letto durante i funerali dei nonni Aldo Massera e Maria Domenica Bernardini
Salve a tutti, ho letto da poco il post su Tusciaweb che riguarda mio nonno, Aldo Massera. Sono felice che voi tutti abbiate dei bei ricordi con lui. Anche io da nipote vi posso dire che sia il nonno che la nonna sono stati come due genitori per me perché mi hanno cresciuto ed educato quasi quanto mamma e papà.
Da piccolo stavo spesso con loro perché i miei lavoravano, logicamente, e quindi ho centomila ricordi in cui sorridevo con loro.
Per esempio mi ricordo di quando io e la nonna giocavamo a nascondino dentro casa e dopo essermi nascosto sempre nei soliti due posti (sotto al tavolo o dietro la poltrona di nonno) io urlavo “Nonna mi cerchi?”.
Mi ricordo di quando mi piacevano i treni e allora mio nonno mi portava sempre a Manziana con il treno, prendevamo il gelato, giocavo un po’ nel parchetto e poi via a casa col treno perché la nonna aveva fatto il pranzo. Mi ricordo di quando la nonna mi leggeva le filastrocche prima della nanna.
Crescendo li ho sempre presi come esempio. Chi mi conosce sa che parlo spesso per modi di dire sentiti dal nonno quando ero piccolo come: “Quando la Palanzana mette il cappello Fra… tu porta l’ombrello”.
Mi sento fortunato anzi onorato di essere stato loro nipote e so che nonostante loro ora non siano più qui, a chiamarmi dopo una giornata di scuola pronti a consolarmi e difendermi con i miei in caso di brutto voto, io li avrò sempre accanto in un modo o in un altro.
Il dolore è tanto e il vuoto quasi incolmabile ma per fortuna ho una famiglia di grandi persone, eredi delle qualità migliori dei nonni. In conclusione vi vorrei rasserenare dicendo che ora i miei nonni sono felici e insieme, come in terra così in cielo.
Vi voglio bene nonni e spero di essere stato un nipote degno di voi.
Francesco Massera
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