(g.f.) – Giulio Marini sull’orlo delle dimissioni.
Con la sua maggioranza che ancora una volta ieri in consiglio lo ha scaricato, facendogli mancare il numero legale nel giorno in cui si doveva approvare il bilancio consuntivo, la situazione in Comune si fa pesante.
Fiutando l’aria che tirava, ieri prima le ha sommessamente minacciate, poi ai suoi in una riunione subito dopo la chiusura del consiglio le ha annunciate.
Della serie, invece di darmi i numeri, date i numeri e io mollo. Con una piccola ciambella di salvataggio. Venti giorni per ripensarci, come vuole la legge e per verificare la tenuta della maggioranza.
Finora però il conto alla rovescia non è cominciato. Roberto Bennati, capogruppo Pdl ha provato a far cambiare idea al sindaco. Così il vertice si è concluso con l’impegno a farne altri due. Solo per rispettare il tre, numero perfetto.
Alla fine della triplice riunione si tireranno le somme. Le dimissioni non sono state presentate, nemmeno ritirate, rimangono minacciate.
E se Marini dovesse lasciare il suo ruolo da primo cittadino, avrebbe una ragione per consolarsi. Risolverebbe il problema d’incompatibilità col ruolo di coordinatore provinciale Pdl. Fino al congresso.
La situazione a palazzo dei Priori comunque rimane non esattamente allegra.
Ieri tra gli assenti in maggioranza c’erano Buzzi e Marcosano (fuori città) e Spadoni con Salza. Se i primi due erano giustificati, gli altri forse qualche sassolino nella scarpa ce l’hanno. Riusciranno a toglierseli e poi, tutti gli altri hanno controllato dentro le scarpe?
Pare che sia stata presentata anche una lettera da parte d’altri consiglieri, tra cui Antonio Fracassini, per chiarimenti nella maggioranza. Tempismo perfetto. Finché una maggioranza c’è (almeno sulla carta), è bene chiedere.
Giuseppe Ferlicca
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