Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – No, ci siamo sbagliati. L’altro giorno, in occasione della penultima opinabile esternazione della comunicazione istituzionale del Comune di Sutri, avevamo creduto che il sindaco dell’antichissima città, Vittorio Sgarbi, fosse, essendo qual è persona di rara intelligenza, estraneo al metodo.
Evidentemente, a giudicare dalla nuova lettera rivolta ai suoi cittadini non è così. E questo non va bene. Non va bene per l’eccessiva violenza nei confronti loro, che seppur in disaccordo, sono pur sempre suoi amministrati e meritano rispetto, anche nel contrasto delle idee.
La crisi sutrina non è psicologica, è reale, grave. Grave perché siamo giunti ad attività che chiudono bottega, a persone che hanno cominciato uno sciopero della fame. No, così non va e sarebbe forse ora che almeno qualcuno con ancora un po’ di raziocinio in giunta, in maggioranza comprendesse che per dignità rispetto e amor proprio, degli elettori e di tutta la cittadinanza desse le dimissioni, interrompendo definitivamente unâamministrazione che procede sotto tenda ad ossigeno, spinta esclusivamente dal motore sgarbicentrico del museo di Palazzo Doebbing. Del quale ci pacerebbe conoscere i reali risultati e non quelli (11mila?) fino ad oggi vantati.
Del resto la situazione del sindaco riecheggia quella sua politica attuale fatta, come sin tropo spesso, da continue giravolte e passi doppi, trili e salti carpiati che lo portano di volta in volta da Forza Italia a cercare un’intesa con Fratelli d’Italia, da lì a Salvini e alla Lega, per poi tentare flirt con il centro sinistra, fino all’ultimo tentativo di trovare un accordo con Più Europa della Bonino, e il tutto per i propri interessi politici.
Senza avvedersi, tra l’altro, che ormai l’elettorato, anche il suo più stretto e fedele, si è stancato di questo ondivago procedere che nei fatti ricalca sempre il medesimo copione volto soltanto all’ottenimento della propria personale visibilità e ad ottenere infine benefici personali dagli altri partiti o movimenti con i quali si accorda con patti di deesistenza o altro.
Insomma anche in tutto questo, come a Sutri, forse un senso c’è ma non è detto sia quello giusto.
Candida Pittoritto
Civiltà italiana
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY