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Viterbo - Non una di meno scende in piazza - Lo sciopero femminista anche nel capoluogo - Corteo e letture per le vie del centro

“Duecento donne ogni anno sono uccise, 1 milione stuprate”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo - Non una di meno

Viterbo – Non una di meno

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Viterbo – Non una di meno

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Viterbo – Non una di meno

Viterbo – “Siamo una marea che non si fermerà, vogliamo diritti e libertà”. Sotto questo slogan si è mosso il corteo organizzato da Non una di meno, lo sciopero femminista in tutto il mondo e che, nella giornata internazionale della donna, ha toccato anche Viterbo. 

L’appuntamento a piazza delle Erbe, per poi percorrere corso Italia, fermarsi a piazza Giuseppe Verdi, scendere via Marconi, quindi via Ascenzi, una sosta a piazza del Plebiscito e ritorno a piazza delle Erbe. 

“Non vogliamo essere riconosciute con delle sigle – dice Ada Tomasello, tra le organizzatrici del corteo -. Tra noi, sindacati e responsabili di centri violenza, ma oggi siamo qui in rappresentanza di tutte le donne. Oggi preferiamo essere un unico movimento, un’unica rete, che è quella che si riconosce con il nome di Non una di meno”.

Il progetto Non una di meno nasce circa tre anni fa sulla scia degli scioperi femministi in Spagna, Polonia e Argentina. In Italia ha riunito nel tempo numerose realtà territoriali che si mobilitano per affermare l’autodeterminazione delle donne contro la violenza maschile.

Il corteo di donne ha percorso il centro storico di Viterbo. Donne che hanno interrotto l’attività lavorativa per scendere in piazza e chiedere maggiori diritti e uguaglianza. 

Colori dominanti il fucsia e il nero, quelli distintivi dell’iniziativa. Alla testa del corteo sei giovanissime con lo striscione “Non una di meno”. A seguire diversi cartelli. “Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano”. Questa una delle scritte che si legge. 

 Nelle varie tappe del corteo sono stati letti dei testi. “Parlano delle tematiche che ci stanno a cuore”, dicono le organizzatrici. 

“Le donne inattive sono il 44% contro il 25% degli uomini. Le donne guadagnano circa il 40% in meno degli uomini, a fronte di caratteristiche produttive migliori. Venticinquemila sono le donne che si sono licenziate dopo una gravidanza. Per colmare il gap salariale tra donne e uomini a livello globale ci vorranno almeno 217 anni”. Questa una delle letture in piazza.

E ancora: “Circa 200 donne sono uccise ogni anno, circa un milione di donne ha subito uno stupro o un tentativo di stupro, circa 420mila donne hanno ricevuto molestie sessuali sul posto di lavoro, circa 2 milioni e 900mila hanno subito maltrattamenti da parte di partner o ex partner”.

“Sciopero perché non voglio rispondere di come ero vestita, se avevo bevuto o fumato, se era il mio ragazzo, mio marito, un bravo padre di famiglia. Sciopero perché se le donne dicono no, è no”. Altro testo declamato ad alta voce.

Un corteo di donne e non solo che, come dicono le manifestanti, è solo “una delle tante tappe per essere tutte insieme e rappresentare tutte le donne del mondo”.

Maurizia Marcoaldi


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8 marzo, 2019

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