Viterbo – “Una mano amica”, inaugurato questa mattina il centro di ascolto in via del Collegio di Viterbo.
Il progetto targato Centro di solidarietà (Ceis) “San Crispino di Viterbo” e finanziato dalla regione Lazio è rivolto agli adolescenti, ai giovani adulti e alle famiglie viterbesi che vivono una situazione di disagio.
Ma non solo, infatti in questo spazio saranno protagonisti i percorsi d’aiuto personalizzati, gruppi di confronto e di sostegno fino a interventi informativi ed educativi nelle scuole e nelle parrocchie. Vedrà l’impegno concreto di psicologici, psicoterapeuti, pedagogisti, educatori e sacerdoti.
A inaugurare questa mattina il centro d’ascolto, don Alberto Canuzzi insieme a Martino Rebonato, rispettivamente presidente e direttore dell’area socio-terapeutica del Ceis San Crispino di Viterbo.
Con loro, presenti alla cerimonia, il deputato Mauro Rotelli (FdI), l’assessora regionale alle Politiche sociali Alessandra Troncarelli, il consigliere regionale Enrico Panunzi, il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, l’assessora comunale ai Servizi sociali di Viterbo Antonella Sberna, il vescovo Lino Fumagalli insieme a un nutrito gruppo di cittadini e ragazzi.
“Il nuovo servizio – ha detto don Alberto Canuzzi – è delicatissimo perché oggi gli adolescenti e le loro famiglie sono in crisi. Cercheremo di dare un sorriso a tanta gente”.
Lo sportello sarà attivo il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 15 alle 19 e la referente è Giuseppina Palozzi.
“Questo centro è importante – ha spiegato il vescovo Fumagalli – perché l’ascolto, il parlare dei problemi, tirarli fuori è già averli risolti al cinquanta per cento. Così facendo, una persona ne prende consapevolezza e tende una mano per essere aiutata. Finché tiene dentro di sé i problemi non fa altro che peggiorare la situazione. Il servizio è possibile grazie al contributo della Regione, augurandoci che possa durare per i prossimi anni. Dobbiamo impegnarci tutti a sostenerlo”.
Che debba proseguire, lo pensa l’assessora ai Servizi sociali del comune di Viterbo Antonella Sberna.
“Siamo orgogliosi di poterlo ospitare nella nostra città – ha detto Antonella Sberna – l’amministrazione è disponibile a sostenere l’organizzazione, con la possibilità di inserirlo nel piano di zona”.
Le attività del punto di ascolto sono state descritte da Martino Rebonato, direttore dell’area socio-terapeutica del Ceis.
“Questo servizio si aggiunge agli altri – ha spiegato Rebonato -. È una porta aperta nello stile storico del Ceis, con personale specializzato e coordinato da Giuseppina Palozzi. Collaboreranno anche giovani sacerdoti. Vogliamo lavorare in sinergia con il consultorio diocesano, la Caritas e i servizi sociali del comune e del distretto Vt3″.
Il centro di ascolto collaborerà anche con le scuole, le parrocchie e le famiglie.
Mauro Rotelli ha ribadito l’importanza dell’operato di don Alberto Canuzzi e del Ceis di Viterbo. Trovando d’accordo, Enrico Panunzi.
“Il Ceis è una grande realtà per le tematiche che affronta – ha aggiunto il consigliere regionale – con una continua attenzione ai problemi delle persone. L’ascolto è fondamentale per poter agire. Spero che questo centro possa diventare un luogo guida per la provincia”.
Il sindaco di Viterbo Giovanni Arena ha anticipato due novità che l’amministrazione sta predisponendo.
“Stiamo deliberando – ha detto il primo cittadino – un regolamento per i bar che elimineranno le slot machine. Potranno avere agevolazioni. Inoltre nel nuovo bando sui rifiuti abbiamo inserito la possibilità di realizzare un centro di riuso e riutilizzo dei rifiuti che potrebbe essere gestito da una cooperativa di ragazzi che hanno avuto in passato problemi“.
Ascolto e prevenzione sono fondamentali per l’assessora regionale alle Politiche sociali Alessandra Troncarelli: “Ringrazio don Alberto per tutto quello che fa con la sua squadra. Buona start up per questa nuova progettualità”.
Adesso si parte. “Da lunedì apriremo – conclude la referente del progetto Giuseppina Palozzi – cercheremo di dare il nostro contributo”.
Michele Mari
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