Roma – “Per bloccare l’opera serve un voto del Parlamento”. A dirlo è Giancarlo Giorgetti, sottosegretario leghista alla presidenza del consiglio, che ricorda che l’accordo tra Roma e Parigi sull’altavelocità nasce da un trattato internazionale.
Giancarlo Giorgetti, ospite a Mezz’ora in più di Lucia Annunziata, parla della Tav e della possibilità di fermare l’opera nonostante gli accordi già assunti con la Francia. “Per fermare definitivamente la Tav occorre un passaggio parlamentare perché si tratta di un trattato internazionale approvato dal parlamento e né Conte né il cdm possono prendere decisioni sopra il parlamento”.
Il sottosegretario leghista alla presidenza nega che un passaggio parlamentare possa rappresentare un problema serio per la tenuta del governo: “Non sarà un problema serio per l’esecutivo. Ma aspettiamo fiduciosi il lavoro di Conte”.
“Il premier – aggiunge Giorgetti – vuole ridiscutere il progetto, non semplicemente escluderlo, ma rivederlo con le autorità francesi. E’ una operazione coerente con il contratto di governo”.
E sull’analisi costi benefici: “L’analisi va discussa con il governo francese che dovrà valutare come continuare questa opera. Se c’è risparmio di denaro pubblico, come ad esempio per la stazione di Susa, si può fare. Tra l’altro l’Italia si assume costi maggiori della Francia”.
L’esponente delle Lega parla poi delle misure approvate dal governo in questi mesi e risponde su chi possa aver vinto o perso il braccio di ferro.
“Hanno approvato le nostre proposte. Salvini non è tornato a cuccia, ha visto accogliere le nostre proposte, quelle che avevamo messo sul tavolo”, replica il sottosegretario al giornalista Marco Travaglio che ironizza su Salvini e sulle sue capacità di leader.
“Noi non vediamo le elezioni – aggiunge – l’unico che potrebbe vederle è Salvini ma se poi vede che il contratto funziona., va bene”.
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