Viterbo – (dan.ca.) – Dodici anni senza contratto. Succede nella cosiddetta sanità privata. Quella in convenzione con lo stato. Strutture private, ma con finanziamenti pubblici.
“Una vergogna! – dicono i sindacati Cgil, Cisl e Uil che ieri si sono mobilitati in in tutto il Lazio – Per la dignità del lavoro e un nuovo contratto. Subito!”.
A Viterbo, la struttura presidiata dalle tre sigle è stata Villa Immacolata, tra San Martino e l’ospedale di Belcolle. Il direttore generale, Michele Bellomo, è anche responsabile regionale dell’Aris. “La controparte – spiegano subito Antonino Ferrini, Francesco Guitarrini, e Maurizio Bizzoni, responsabili, rispettivamente, di Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica Viterbo -. L’equivalente, per capirci, di Unindustria”.
Contratto e stipendi che vanno riadeguati. “E’ dal 2007 – raccontano i sindacalisti – che non ci rinnovano il contratto, cosa che non accade in nessun altro settore. Questo, mentre l’imprenditoria sanitaria continua a fare profitti all’ombra della spesa pubblica. I nostri stipendi sono invece fermi. Però hanno aumentato le ore di lavoro, da 36 a 38”.
Davanti a Villa Immacolata ieri mattina c’erano anche due pattuglie. Una dei carabinieri, l’altra della polizia. Ordinaria amministrazione. Di lì a qualche ora c’è stata un’assemblea sindacale unitaria per discutere della situazione interna a Villa Immacolata. Fuori dai cancelli c’erano infatti soltanto striscioni e bandiere. I lavoratori della sanità stavano tutti dentro. All’esterno solo qualche sindacalista a dare i volantini alle persone che entravano e uscivano da Villa Immacolata, 400 dipendenti e 220 posti letto.
Daniele Camilli
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