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Una delegazione alla cerimonia di insediamento di monsignor Tuzia

I cavalieri costantiniani dal vescovo di Orvieto

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il delegato della Tuscia Roberto Saccarello

il delegato della Tuscia Roberto Saccarello

– La delegazione costantiniana della Tuscia e Sabina, su invito della curia vescovile, ha presenziato ufficialmente nel duomo di Orvieto all’ingresso in diocesi di monsognor Benedetto Tuzia, eletto da S.S. Benedetto XVI alla sede di Orvieto-Todi, come successore di Giovanni Scanavino, cappellano di Gran Croce di merito dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Già alla notizia della sua elevazione alla chiesa di Orvieto Todi, il gran maestro, S.A.R. don Carlos di Borbone, Infante di Spagna, aveva formulato a monsignor Tuzia le più vive felicitazioni per il suo ministero pastorale attraverso un messaggio augurale trasmetto al Presule dal duca don Diego de Vargas Machuca, presidente della Commisssione per l’Italia della Sacra Milizia Costantiniana.

Il più antico documento , relativo al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, risale al 1190 ed è lo statuto riformato dall’Imperatore d’Oriente Isacco IV Angelo Flavio Commeno. L’Ordine nacque quale entità religiosa e patrimoniale direttamente legata ai Commeni e venne chiamato “Costantiniano” per affermare la discendenza della dinastia dall’imperatore Costantino, di “San Giorgio” per onorare il Santo patrono della Cavalleria cristiana. Quando i Commeni, nel 1453, ripararono in Italia, l’Ordine costantiniano vi venne anch’esso trasferito con la famiglia fondatrice, e Leone X dettò norme giuridiche relative alla Sacra Milizia, autorizzando i commeni a continuare, anche quale dinastia in esilio, questa loro particolare attività di capi del loro ordine dinastico.

Estintasi la famiglia imperiale bizantina, il Papa Paolo III Farnese trasferì l’Ordine Costantiniano di San Giorgio alla propria famiglia. In tal modo l’Ordine iniziò una nuova fase storica diventando Ordine familiare dinastico della Casa sovrana dei Farnese di Parma e Piacenza. Nel secondo decennio del ‘700 ,poi, essendo venuta ad estinzione la Casa dei Farnese ed essendo passati i suoi beni da Elisabetta Farnese, ultima della sua stirpe, al figlio Carlo III di Borbone, Re di Napoli e di Sicilia, la titolarità dell’Ordine passò a questa Casa Reale.

Nel 1759, quando Carlo III di Borbone lasciò il trono di Napoli e di Sicilia per ascendere a quello di Spagna, tutti i beni familiari che egli possedeva in Italia vennero da lui ceduti al proprio figlio Ferdinando; tra questi era compreso l’Ordine Costantiniano di San Giorgio. Papa Pio VI riconobbe nuovamente l’Ordine Costantiniano quale bene dinastico e familiare della Casa di Borbone-Due Sicilie: da questa Casa l’Ordine non doveva più uscire.

Esso è stato ininterrottamente conferito sia dai Capi della Famiglia Borbone sul trono delle Due Sicilie :Ferdinando I, Francesco I, Ferdinando II e Francesco II, e sia ,dopo il 1860, dai Capi della stessa Casa in esilio: Francesco II, ,Don Alfonso Maria Giuseppe , Conte di Caserta (1841-1934), Don Ferdinando Pio, Duca di Calabria (1869-1960), Don Alfonso, Duca di Calabria e Infante di Spagna (1901-1964), Don Carlos, Duca di Calabria e Infante di Spagna (1964).

Perduti tutti i beni materiali , devoluti nel 1860 allo Stato Italiano dal Generale Garibaldi, l’Ordine Costantiniano ha continuato ad esercitare le sue tradizionali attività caritative ed assistenziali, intensificatesi sotto l’attuale Gran Maestro , S.A.R. Don Carlos di Borbone , cugino primo di S.M. il Re Juan Carlos I. I Cavalieri e le Dame appartenenti alla Sacra Milizia sono circa duemila in tutto il mondo, di cui oltre mille in Italia.

Nel 2001, la Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha istituito la Delegazione della Tuscia, regione storica di cui fa parte anche il Territorio di Orvieto e Todi. La Delegazione, oltre ad essere impegnata nei compiti istituzionali dell’Ordine – esaltazione della Santa Croce e diffusione delle Fede – è dedita ad intense attività caritative ed assistenziali.


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30 giugno, 2012

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