![]() Vito Ferrante |
Riceviamo e pubblichiamo – La consulta dipartimentale per la salute mentale della Asl di Viterbo segnala la grave situazione dell’assistenza psichiatrica e chiede interventi urgenti per garantire almeno i livelli essenziali di assistenza.
1. La segnalazione unanime da parte di tutti i direttori dei Dipartimenti di salute mentale (Dsm) delle 12 Asl della Regione Lazio
Come hanno segnalato unanimi tutti i direttori dei Dipartimenti di salute mentale delle 12 Asl della Regione Lazio nel loro documento dell’8 giugno 2012 la situazione del Lazio è drammatica. Tutti i direttori dei Dsm di tutte le Asl del Lazio nel documento citato “comunicano e denunciano… il concreto rischio di essere costretti, loro malgrado e non per proprie responsabilità, a interrompere un pubblico servizio a causa della chiusura di alcuni indispensabili presidi per la cura e l’assistenza psichiatrica, che non possono rimanere attivi a causa della mancanza del personale minimo indispensabile”; e aggiungono “l’attuale impossibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza, normativamente previsti…”.
2. La situazione viterbese
La gravità della situazione viterbese da molti mesi è tale che nel gennaio 2012 l’Afesopsit (“Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia”) ha condotto un lungo sit-in in piazza del Plebiscito a Viterbo per denunciare le drammatiche carenze e per chiedere alla Regione Lazio alcuni interventi indispensabili per garantire il diritto all’assistenza.
Sulla base del documento predisposto dall’Afesopsit che conteneva una serie di proposte apprezzate e sostenute da tutti gli enti locali della provincia di Viterbo, da tutte le associazioni democratiche e da una sottoscrizione popolare di migliaia e migliaia di cittadini, si svolsero poi – anche grazie all’impegno del prefetto di Viterbo – due incontri con la Regione Lazio, ma gli impegni assunti dalla Regione si sono rivelati del tutto inadeguati e a tutt’oggi la situazione resta drammatica, e con l’estate essa si va aggravando ancora di più.
3. Il caso del servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Viterbo
Il 7 giugno al Dipartimento di salute mentale della Asl di Viterbo si è riunita la Consulta dipartimentale per la salute mentale con all’ordine del giorno: “Emergenza personale del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (Spdc) e criticità nel Dipartimento di salute mentale”.
Sono stati evidenziati lo stato di sofferenza e insufficienza di personale, la carenza di posti letto e il sovraffollamento derivante, con i conseguenti disagi per le persone ricoverate e per le condizioni di lavoro degli operatori; ed è stato denunciato che la situazione attuale sta portando il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura a una situazione insostenibile.
Tutto ciò è inammissibile: per questa ragione la consulta ritiene che il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura debba operare in luogo idoneo e con personale adeguato agli standard Lea (Livelli essenziali di assistenza) in modo che operatori, persone con disagio e familiari possano rispettivamente lavorare, essere curati e assistiti in modo appropriato e adeguato.
4. La Consulta segnala, condivide, propone, richiede
La Consulta dipartimentale per la salute mentale della Asl di Viterbo segnala che la situazione attuale è lesiva del diritto alla salute e all’assistenza dei cittadini della provincia di Viterbo e di tutta la Regione Lazio.
La Consulta dipartimentale per la salute mentale della Asl di Viterbo condivide le analisi e le proposte formulate già a gennaio 2012 dall’Afesopsit e ancora non adeguatamente recepite dalla Regione Lazio nonostante i due incontri già svoltisi nei mesi scorsi a Viterbo e a Roma.
La Consulta dipartimentale per la salute mentale della Asl di Viterbo condivide le analisi e le proposte formulate dal Coordinamento di tutti i direttori dei Dipartimenti di salute mentale delle 12 Asl della Regione Lazio e contenute nel documento dell’8 giugno 2012.
La Consulta dipartimentale per la salute mentale della Asl di Viterbo chiede il sostegno e l’impegno di tutte le istituzioni per garantire l’esistenza, l’operatività e l’efficacia dei servizi di salute mentale e di tutti i servizi socio-sanitari; per garantire l’adeguata assistenza alle persone e alle famiglie che ne hanno assoluto, urgente bisogno.
La Consulta dipartimentale per la salute mentale della Asl di Viterbo chiede che la Regione Lazio intervenga con la massima urgenza per realizzare quanto proposto e richiesto sia dall’Afesopsit sia dal Coordinamento dei direttori dei Dipartimenti di salute mentale delle 12 Asl della Regione Lazio: la salute e l’assistenza costituiscono un diritto di tutti. Le persone con disagio devono essere assistite e non abbandonate. I servizi pubblici territoriali socio-sanitari devono essere potenziati e non smantellati.
5. I prossimi passi
La Consulta dipartimentale per la salute mentale della Asl di Viterbo terrà tra pochi giorni una conferenza stampa con cui informare in modo dettagliato l’opinione pubblica della gravità della situazione.
La Consulta dipartimentale per la salute mentale della Asl di Viterbo intende promuovere tutte le iniziative utili per garantire il rispetto delle leggi vigenti che riconoscono e tutelano il diritto all’assistenza.
La Consulta dipartimentale per la salute mentale della Asl di Viterbo richiede di poter incontrare al più presto i vertici della Regione Lazio per sollecitare gli interventi assolutamente indispensabili.
I membri della Consulta Dipartimentale per la Salute Mentale della Asl di Viterbo
Vito Ferrante presidente dell’Afesopsit
Anna Maghi in rappresentanza di Psichiatria Democratica
Roberto Turchetti – Associazione Utenti
Carlo Mezzetti – Cittadinanza Attiva
Silvana Purchiella – Caritas Viterbo
Franca Scarcella – Società Italiana di Psichiatria
Il presidente della Consulta dipartimentale per la Salute mentale della Asl di Viterbo
Vito Ferrante
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