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Viterbo - Comune - Bando delle periferie - I primi due progetti che partono - Dubbi su diversi dei 12 ereditati dalla precedente amministrazione e destinati a rimanere nel libro dei sogni - Ubertini: "Ci hanno lasciato solo studi di fattibilità"

Sei milioni per collegamento tra Poggino e Cassia e pista ciclabile

di Giuseppe Ferlicca
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Claudio Ubertini e Giovanni Arena

Claudio Ubertini e Giovanni Arena

Massimo Gai

Massimo Gai

Andrea Micci, Elisa Cepparotti e Claudio Ubertini

Andrea Micci, Elisa Cepparotti e Claudio Ubertini

Claudio Ubertini, Giovanni Arena e Massimo Gai

Claudio Ubertini, Giovanni Arena e Massimo Gai

Viterbo – Riqualificazione delle periferie, 17 milioni , che arrivano a 22 con la partecipazione di privati, 12 progetti, tutti ereditati dall’amministrazione Michelini.

Intanto si parte con due, la pista ciclabile tra Poggino e Santa Barbara e il prolungamento della strada di collegamento tra Poggino e Cassia, fino ad arrivare all’ex Fiera di Viterbo. Per il resto si vedrà.

Stamani, il sindaco Giovanni Arena, l’assessore all’Urbanistica Claudio Ubertini, con il dirigente al settore Massimo Gai, hanno fatto il punto. Mettendo in chiaro ciò che già chiaro lo era già a suo tempo.

“Quello che abbiamo ereditato – precisa Ubertini – non sono progetti, ma studi di fattibilità”. Poco o niente per il ministero. Tanto che si è rischiato di perdere i fondi. “Non nascondo – precisa Arena – che siamo andati nel panico, ci siamo trovati solo con idee progettuali, tanto da essere finiti tra gli ultimi capoluoghi, cinque o sei, che hanno seriamente rischiato di perdere i fondi. Per fortuna, siamo riusciti a sistemare la situazione il 6 marzo, firmando la nuova convenzione”.

Anche se fino all’ultimo, il centrodestra ha provato a modificare i progetti. “Per noi sarebbe stato prioritario completare tutto il collegamento che si fermerà invece all’ex fiera – osserva Arena – e realizzare la bretella di collegamento fra Santa Barbara e tangenziale. Due opere utili”. Non con i soldi delle periferie.

“Non è stato possibile – ammette Arena – le 12 proposte ormai erano state valutate e non era possibile tornare indietro. Nostro malgrado dobbiamo muoversi sulla strada già indicata”.

Pure correndo, perché i tempi sono stretti.

“Quelli ereditati sono solo studi di fattibilità, non progetti. E nemmeno ci entusiasmano – precisa Ubertini – ma non è possibile fare diversamente. Oltretutto, siamo partiti in ritardo non per colpa nostra. Tutta la progettualità era da attivare. C’è un ufficio apposito adesso che se ne occupa.

Il prolungamento dell’arteria tra Poggino e Cassia ci sta a cuore, risolve problemi alla viabilità, quindi la pista ciclabile, che interessa due zone, da santa Barba al Poggino.

Poi gli altri. La nostra visione della città è diversa. La realizzeremo non con questi fondi”.

Due certezze, la strada e la pista ciclabile, per un importo rispettivamente di 3 milioni 441mila e 2 milioni 560mila euro, e tante incognite. All’a ex assessora all’Urbanistica Raffaela Saraconi stamani saranno fischiate le orecchie.

Tutte le criticità avanzate all’epoca, le difficoltà rispetto alle idee proposte, evidenziate non solo dall’opposizione ma anche all’interno della stessa maggioranza che sosteneva Michelini, stanno venendo a galla.

Come la piscina semi olimpionica al Poggino: “Viterbo può reggere due strutture del genere – si domanda Arena – oltretutto, si tratta di un intervento per il quale servono finanziamenti privati”. A trovarli.

Così come i fondi per l’interramento della ferrovia. Previsti due milioni e 700mila euro. Ne serviranno molti di più. Ferrovie è disponibile e soprattutto, ci sono atti che impegnano la società a investire? Buio pesto.

C’è di più. “In molti casi – spiega il dirigente Gai – le proposte avanzate sono in aree da acquisire”. Ovvero, non di proprietà, ovvero da espropriare, con tutte le procedure e i tempi che ne conseguono.

“Alcune iniziative sono state proposte – ricorda Ubertini – ma non sono nemmeno state individuate le aree”. Come per la nuova sede destinata a Francigena. Senza sapere dove. Altro progetto che difficilmente vedrà la luce. Così come l’asilo nido con la scuola materna sempre al Poggino, tre milioni.

Sommata alla piscina, al sottopasso delle ferrovie, a conti fatti, dei 17 milioni e passa stanziati dal governo, a Viterbo ne arriveranno molti meno. Resteranno un sogno, come i progetti che si volevano realizzare.

Giuseppe Ferlicca


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27 marzo, 2019

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