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Viterbo - Comune - Sull'imposta di soggiorno la maggioranza sbanda col freno tirato - Caos e delibera ritirata - Nel centrodestra c'è chi rumoreggia, a ragion veduta

“Altra figura di merda”, centrodestra ko in commissione

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Comune - La quarta commissione

Viterbo – Comune – La quarta commissione

Viterbo – “Altra figura di merda…”. Un po’ diretta, ma sintesi migliore non può esserci, per raccontare la disastrosa riunione congiunta di seconda e quarta commissione di ieri. Il copyright è di un consigliere di maggioranza.

Due commissioni, doppia presenza di consiglieri, doppi gettoni di presenza. Circa 1800 euro spesi, più i costi del personale, più le varie ed eventuali. Per niente.

All’ordine del giorno, la delibera sull’imposta di soggiorno. Ancora. Doveva arrivare quella modificata. Questi gli accordi.

Peccato che sia stata inviata la stessa. Peccato che non ci sia il ragioniere capo. Rendendo impossibile proporre emendamenti. Peccato che il centrodestra pasticci, s’intrighi, non sappia proprio a quale santo raccomandarsi. Discute. Sospende la seduta. La riprende. Giri a vuoto. Ma i più sorridono. Ignari, forse, di quello che sta accadendo e del ruolo che hanno.

Tutto per una banalità, una quisquilia. Approvare la destinazione dell’imposta di soggiorno. Poveri noi, quando arriveranno argomenti di una certa sostanza.

Il vice sindaco Enrico Maria Contardo prova a metterci una pezza. Fa avere una proposta di delibera modificata e fotocopiata fresca fresca. Manca sempre il parere del ragioniere capo. Necessario.

Il segretario generale, a una maggioranza che sbanda col freno tirato, prova a offrire due vie d’uscita. “Il parere è necessario – precisa Puopolo – ma la commissione può votare il documento, dando il via libera condizionato al parere che il dirigente può dare domani in consiglio comunale, oppure decidere di rinviare tutto”.

Secondo Andrea Micci (Lega) si può anche procedere. “Non sono state cambiate le cifre, ma solo le descrizioni alle varie poste – osserva Micci – e sulla precedente versione l’ok contabile c’era. Quindi si può votare e domani ottenere il parere”.

Manco per idea. L’opposizione nemmeno ci pensa, ma pure la maggioranza non è tanto d’accordo. “Il bilancio è una cosa seria – precisa Sergio Insogna (Fondazione) – non ci sono le condizioni per votare”. Quindi propone di rinviare. Poi, come nella migliore delle tradizioni, battibecca con Luisa Ciambella (Pd).

La capogruppo Dem poco prima aveva avvertito: la pazienza dell’opposizione, a fronte di tanto caos è finita. Le procedure vanno rispettate. Pare facile con questo casino.

Giacomo Barelli se la prende col segretario generale. Si adegua alla caciara generale.

Alla fine, la doppia seduta, doppio dei gettoni di presenza elargiti, escluso quello di Paolo Bianchini (FdI). Vista l’inutilità della riunione, ci rinuncia. Molti altri dovrebbero rinunciare. Più che al gettone, al loro ruolo.

Per fortuna ogni spettacolo anche il più penoso, ha una sua fine. La seduta si chiude. Appuntamento al primo aprile. Almeno, stavolta in caso d’altri eventuali intoppi, non si potrà parlare di figura di merda. Pesce d’aprile…

Giuseppe Ferlicca


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28 marzo, 2019

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