Montefiascone – “60esima Fiera del vino, che fine ha fatto il bilancio?”. Riccardo Minciotti, portavoce del gruppo Centro destra per Montefiascone, interviene sulla rendicontazione delle spese e delle entrate della 60esima Fiera del vino che è andata in scena nella scorsa estate.
“Sono passati quasi sette mesi – spiega Riccardo Minciotti – e del bilancio finale della 60esima edizione della Fiera del vino a Montefiascone ancora non se ne sa nulla. Peccato, perché l’assessore che si è occupato dell’organizzazione, amministratore che ha molte deleghe, ma non quella degli eventi o del turismo, in un consiglio comunale aveva dichiarato che entro il mese di febbraio il resoconto delle entrate e delle uscite sarebbe stato reso pubblico. Siamo alla fine di marzo e in questo lasso di tempo alcune determine di pagamento, in maniera sparpagliata, sono uscite, atti che però non coincidono con il piano economico preventivato della manifestazione pubblicato dalla stessa giunta comunale. Anzi a marzo vengono pubblicate determine datate dicembre 2018″.
Entrate e uscite, presenze e ticket, per Riccardo Minciotti qualcosa non torna.
“Mancano anche altre voci – aggiunge Riccardo Minciotti – in particolare le uscite, con riferimento al personale comunale che fu coinvolto agli ingressi della manifestazione, e il numero totale dei biglietti staccati. Insomma i conti non tornano o forse qualche conto ancora è sospeso, mi riferisco alla voce del contributo delle cantine, non è dato sapere, proprio per mancanza di trasparenza amministrativa se tutte le cantine che sono state impegnate nei quindici giorni della fiera abbiano tutte versato il proprio corrispettivo richiesto“.
Per l’esponente del centro destra montefiasconese la 60esima Fiera del vino sarà inoltre ricordata come la peggiore degli ultimi decenni.
“Una fiera che sarà ricordata – continua Minciotti – come la peggiore degli ultimi decenni e forse proprio per questo motivo che ancora non se ne conosce il risultato economico. Risultato economico che è importante sapere, per le tasche dei cittadini montefiasconesi. Oltre al biglietto d’ingresso, che ha caratterizzato questa edizione, dover sostenere anche una eventuale perdita d’esercizio, per scelte sbagliate da parte dell’assessore, sarebbe ancora più pesante per i cittadini. Se alla fine il bilancio risultasse in perdita i cittadini dovranno subire una seconda beffa, la prima del biglietto d’ingresso e la seconda il pagamento del disavanzo con le proprie imposte. Mi chiedo ma cosa sarebbe successo in una azienda privata?“.
Riccardo Minciotti si sofferma anche sui contributi regionali.
“Già alla regione Lazio – spiega – si era capito che, quello che per anni era il fiore all’occhiello dell’economia locale e del patrimonio storico culturale e enologico della Tuscia ad oggi è stato paragonato e relegato nella fascia C delle manifestazioni tradizionali della Regione, con un misero contributo regionale. Quando invece per il nostro immenso patrimonio storico e enologico, dovrebbe stare dove meglio si addice nella fascia A della regione, per rappresentare con orgoglio l’alta Tuscia”.
Lo sguardo di Minciotti è già rivolto anche all’edizione 2019.
“Secondo affermazioni del capogruppo di maggioranza sui social – conclude l’esponente del Centro destra -, l’amministrazione avrebbe fatto, a tempo debito, una ricerca di mercato, di eventuali società esterne che avrebbero preso in mano l’intera organizzazione della fiera del vino. A oggi ancora niente, speriamo che la festa di compleanno per la sessantesima edizione sia stata prorogata all’edizione del 2019, ma soprattutto che il protagonista sia il vino, che possa ritornare l’interprete principale di un paese che di vino ci vive”.
Michele Mari
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