Viterbo – (sil.co.) – “Al parco del Riello per la droga ti chiamano loro, i pusher non c’è bisogno di conoscerli”.
Un’affermazione pesante, che lo stesso giudice Silvia Mattei, nel corso dell’udienza di venerdì, ha chiesto di ripetere a un assuntore trentenne di Montefiascone, fermato dai carabinieri del Norm della compagnia di Viterbo lo scorso 12 giugno subito dopo avere acquistato per 60 euro quattordici grammi di marijuana da un 29enne nigeriano, arrestato e finito sotto processo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il “parco del Riello” sarebbe il parco “Peppino Impastato” che si trova in via Domenico Corvi, tra il Riello e il Pilastro. Per il testimone, il luogo ideale per trovate facilmente spacciatori, se si ha voglia di acquistare droga.
“Bastava andare, ti chiamano loro, senza conoscere nessuno. Io mi sono seduto ed è arrivato un ragazzo che non conoscevo, ha tirato fuori una busta e mi ha ceduto la marijuana. Poi mi hanno fermato i carabinieri e mi hanno portato in caserma”, ha spiegato, facendo intendere che non sarebbe in grado di riconoscere il pusher, anche se a suo tempo disse che era vestito di giallo e la cessione è avvenuta davanti agli occhi dei militari che erano appostati a breve distanza.
Sottoposto a perquisizione, addosso al nigeriano furono rinvenuti altri 8 grammi di marijuana.
Il giudice, al termine dell’udienza, ha disposto una perizia tossicologica sullo stupefacente che sarà affidata al professor Fabio centini dell’università di Siena. Si torna in aula l’11 novembre.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY