Roma – Caso Cucchi, l’Arma pronta a costituirsi parte civile contro i carabinieri. Lo riporta oggi Repubblica, pubblicando una lettera del generale Nistri: “Siamo pronti a costituirci parte civile contro i carabinieri” è la sintesi.
Nella missiva indirizzata alla famiglia Cucchi si annunciano pure provvedimenti per gli ufficiali che si sono resi protagonisti del depistaggio: “Crediamo nella giustizia – scrive Nistri – e riteniamo doveroso che ogni singola responsabilità nella tragica fine di un giovane vita sia chiarita, e lo sia nella sede opportuna, un’aula giudiziaria”.
Un vero e proprio colpo di scena. “Abbiamo la vostra stessa impazienza che su ogni aspetto della morte di suo fratello – scrive il generale a Ilaria Cucchi – si faccia piena luce e che ci siano le condizioni per adottare i conseguenti provvedimenti verso chi ha mancato ai propri doveri e al giuramento di fedeltà.
Il vostro lutto ci addolora da persone, da cittadini, nel mio caso mi consenta di aggiungere, da padre. Io per primo e con me tanti colleghi, oltre centomila, che ogni giorno rischiano la vita, soffriamo nel pensare che la nostra uniforme sia indossata da chi commette atti con essa inconciliabili e nell’essere accostati a comportamenti che non ci appartengono”.
Dal canto suo, la sorella di Stefano si dice soddisfatta: “Mi si scalda il cuore, finalmente non mi sento sola”.
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