![]() La presentazione delle sale e degli affreschi |
![]() Il vescovo Lino Fumagalli |
![]() Santino Tosini, ingegnere responsabile dei lavori |
![]() Una delle nuove sale del palazzo papale |
![]() p>Una delle nuove sale del palazzo papale |
![]() Fulvio Ricci, storico dell'arte |
![]() Luciano Osbat, direttore del CeDiDo |
![]() Il presidente Meroi e il vicesindaco Contardo |
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![]() Il vescovo inaugura le nuove sale |
![]() Le vecchie cantine del palazzo |
– Un palazzo papale tutto da scoprire (fotoracconto).
Affreschi del 1200 e nuove sale ristrutturate per mostre ed esposizioni.
Queste sono le novità presentate questa mattina dalla diocesi di Viterbo, con la presenza del vescovo Lino Fumagalli, l’ingegnere Santino Tosini, responsabile dei lavori di ristrutturazione, dello storico dell’arte Fulvio Ricci, del direttore del centro di documentazione diocesano (CeDiDo) Luciano Osbat, e del sopraintendente ai beni storici e artistici del Lazio Giorgio Palandri.
900 metri quadrati di spazio utilizzabile per mostre, esposizioni, riunioni. Un lavoro di ristrutturazione costato circa 500mila euro, di cui metà erogati dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, e metà dalla diocesi di Viterbo.
“Questo – ha spiegato il vescovo Fumagalli – è un importate servizio che la diocesi rende alla città e a tutta la sua comunità, civile e religiosa. Speriamo vivamente che questo spazio si trasformi in un luogo di aggregazione sociale e culturale”.
I lavori hanno anche riportato alla luce degli importanti affreschi del 1200, che decorano le pareti di una delle sale più antiche del palazzo: sala Gualtierio.
“All’arrivo del vescovo Fumagalli in città – ha raccontato l’ingegnere Tosini, responsabile dei lavori di ristrutturazione – abbiamo fatto insieme un giro del palazzo. Siamo entrati così in una soffita piena di affreschi. Il vescovo ha subito intuito l’importanza delle pitture e abbiamo avviato uno studio di cui si è occupato il professore Ricci.
Ci sono residui di affreschi – ha aggiunto Tosini – dai colori ancora vivaci, che sono lì da oltre 800 anni. Quella soffitta doveva sicuramente essere la sala più importante del palazzo nel XIII secolo, durante il papato di Bonifacio VIII.
Il palazzo – ha concluso – ha subito nei secoli vari interventi di ampliamento, ma la parte più antica della struttura è rimasta integra”.
“Si tratta di affreschi eccezionali”. E’ il commento di Fulvio Ricci, storico dell’arte che sta studiando le pitture.
“Hanno una rilevanza – ha aggiunto Ricci – sia sul piano storico che su quello artistico. E’ un intervento decorativo di tipo narrativo, cioè racconta qualcosa. E’ quindi portatore di un contenuto politico e culturale che è tipico dell’epoca. Ci sono tre pareti con un’architettura dipinta che colloquia con quella reale. E’ un aspetto estremamente innovativo per quegli anni”.
Alla relazione ha partecipato anche il direttore del CeDiDo Luciano Osbat, che ha dettagliatamente illustrato la documentazione relativa ai vari interventi sul palazzo papale nelle diverse epoche.
Era inoltre presente il presidente della fondazione Monte dei Paschi di Siena Gabriello Mancini, ente che ha erogato un importante finanziamento per la realizzazione dei lavori.
All’inaugurazione hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni tra cui il presidente della Provincia Marcello Meroi e il vice sindaco di Viterbo, assessore alla Cultura Enrico Maria Contardo.
Emma Sanna
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