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Viterbo - Interviene Paolo Felice, membro della segreteria regionale

“Non perdiamo la sfida del Pd”

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Riceviamo e pubblichiamo – Bene Enrico Gasbarra nel ribadire ieri, nel corso dell’assemblea provinciale dell’ascolto, la necessità che il Pd abbia “Porte aperte e finestre spalancate. Ricostruire, insieme, attraverso le idee e le energie di tutti.”

Per chi in queste ore ha deciso, con sofferenza, di uscire dal Pd, mi auguro sinceramente che le parole del segretario regionale sulla volontà di reale cambiamento e sulla nascita di una nuova fase siano motivo di ripensamento, riflessione e di nuova speranza.

Sicuramente è difficile e faticoso provare a cambiare un partito troppo spesso legato a logiche poco comprensibili, ma non deve sfuggirci il motivo per cui è nato il Pd: l’ambizione di far nascere il più grande partito riformista in grado di affrontare le sfide del XXI secolo e, tra queste, quella della green economy è sicuramente la più innovativa.

Il Pd se vuole affrontare le sfide del nuovo millennio, non deve chiudersi in se stesso, ma deve aprirsi e dialogare con maggior convinzione, senza tentennamenti o paure. Un partito più aperto e libero, un partito nel quale vivono storie e culture diverse, che sanno però mescolarsi senza cristallizzarsi in appartenenze correntizie. Un partito inclusivo che sappia creare occasioni di incontro e confronto dove ciascuno porta liberamente le proprie idee e viene valorizzato per i propri meriti.

Siamo davanti ad un bivio. O il Pd ritrova lo spirito che ha caratterizzato la sua nascita e mette in campo un progetto credibile di governo e di cambiamento del paese, che sia un’alternativa anche dal punto di vista morale e culturale oppure è un’esperienza che avrà un futuro limitato.

Il Pd deve contrastare l’antipolitica in modo efficace con le armi della buona politica, correttezza, trasparenza, moralità e idee di cambiamento e rinnovamento.

O vince la buona politica, quella che sa ascoltare e decidere, attenta alla vita vera delle persone, che tiene lontano gli affaristi, che contrasta l’individualismo più sfrenato, oppure saremo tutti travolti.

Ognuno di noi, nessuno escluso, deve sentirsi parte di un cammino comune nella costruzione di un progetto condiviso per l’Italia e per il nostro territorio. Una visione del futuro che dia risposte concrete e nuove speranze.

Il Pd non perda questa occasione.

Paolo Felice
membro segreteria regionale Pd Lazio

 

 


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6 luglio, 2012

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