Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Francesco Paolucci, dipendente della ditta Aquilanti, al collega Enzo Calevi tra qualche giorno in pensione – Caro Enzo, ho deciso di utilizzare questo metodo di comunicazione non perché io sia timido o perché mi manchi il coraggio, dato che sono molti anni che ci conosciamo, ma per far comprendere a tutti che persona sei, anche se chi ti conosce non ha bisogno del mio aiuto.
Ci siamo incontrati quando eravamo entrambi ragazzi, anche se tu eri un po’ più grande di me tutti erano convinti che tu fossi più piccolo, forse anche a causa della tua folta chioma.
Fin dai primi giorni ho notato in te una grande disponibilità e professionalità verso di me e i clienti; d’altronde avevi già esperienza all’interno dell’azienda.
Grazie alle tue capacità, allo studio, confrontandoti con installatori e fornitori, provando e riprovando a disegnare impianti senza l’aiuto di nessuno, con molta fatica e tanta pazienza sei riuscito a creare e far crescere il famoso ufficio tecnico della ditta Aquilanti, un qualcosa di nuovo in quegli anni per il settore della termoidraulica viterbese.
Nel frattempo sotto la tua guida e il tuo insegnamento hanno fatto scuola rappresentanti e tanti altri colleghi. Tu sempre lo stesso: metodico, paziente e professionale con tutti. Il tuo sapere è sempre stato a disposizione degli altri.
Cosa dire, un grande maestro.
Io sono stato il primo ad aver avuto la fortuna di lavorare nel tuo ufficio.
Dopo diversi anni, grazie a questa novità, il lavoro è aumentato sempre di più; i preventivi richiesti dagli installatori, costruttori, progettisti e privati erano sempre tanti, non si arrivava più. I clienti si lamentavano per la consegna in ritardo delle offerte, fu così che da due siamo diventati tre, con l’arrivo del giovanissimo Danilo.
Tutte le aziende concorrenti nel settore consideravano e considerano ancora oggi l’ufficio tecnico di Aquilanti un grosso valore aggiunto. Tutti hanno cercato di copiarlo ma non hanno mai trovato la persona giusta per iniziare.
E’ stata una tua decisione andare in pensione in anticipo grazie alla famosa “quota cento” che te l’ha permesso. Saresti potuto rimanere ancora un anno in azienda, ma non l’hai fatto. Non so quale sia stato il vero motivo della tua scelta, però sono sicuro che il tuo sia stato un atto di grande altruismo, considerando il momento delicato in cui si trova la società.
Grazie di tutto.
Mi permetto di farlo anche a nome di tutti gli installatori e coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerti in questi anni. Ti auguro di dedicare il tuo tempo libero alla grande passione che hai sempre avuto per l’associazione ambientalistica Lipu.
Un abbraccio,
Francesco Paolucci
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