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Pechino - Il presidente del consiglio Giuseppe Conte durante il suo viaggio in Cina - Il premier ha incontrato anche Al Sisi: "Non avremo pace finché non sapremo la verità su Regeni"

“Cʼè rischio che arrivino terroristi dalla Libia”

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Il primo ministro Giuseppe Conte

Il primo ministro Giuseppe Conte

Pechino – “Cʼè rischio che i terroristi arrivino in Italia dalla Libia e sul caso Regeni non ci fermeremo finché non sapremo la verità”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante il suo viaggio in Cina. 

Conte ha dichiarato che “a causa della tensione in Libia, c’è il rischio di trasmigrazione di radicali islamici in Tunisia e in Italia”.

Giuseppe Conte ha inoltre spiegato che i soldati italiani stanziati a Misurata “non offrono alcun supporto ad attività militari, paramilitari o altro”.

A Pechino il premier ha incontrato anche il presidente egiziano Al Sisi con il quale è tornato a parlare del caso Regeni. “Non avremo pace finché non sapremo la verità”, ha dichiarato Conte.

In merito alla lettera inviata alla presidenza del consiglio da parte dei genitori del ricercatore italiano, morto in tragiche circostanze al Cairo tra il gennaio e febbraio 2016, il premier ha specificato che “la lettera dei genitori mi ha molto colpito, sono rimasto tanto turbato”.

Conte ha poi concluso: “Ho prospettato una certa insoddisfazione perché a distanza di tempo ancora non c’è stato alcun concreto passo avanti che ci lasci intravedere un accertamento dei fatti che sia plausibile. Ho fatto capire che non è mera ritualità chiedere notizie e aggiornamenti ma corrisponde a una sensibilità mia, del governo e dell’intero popolo italiano. Non possiamo trovar pace finché non avremo una verità acclarata in via giudiziaria, una verità giudiziaria plausibile che abbia riscontri oggettivi”.


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27 aprile, 2019

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