Madrid – Il Partito socialista operaio spagnolo vince le elezioni legislative in Spagna, ma senza una maggioranza chiara.
Il Psoe, partito del premier Pedro Sanchez, guadagna la sua vittoria relativa. A seguirlo, come secondo partito, il Partito popolare (Pp), guidato da Pablo Casado, poi Ciudadanos, Podemos e l’ultradestra Vox. Per la prima volta l’ultradestra entra in parlamento.
Alta l’affluenza che ha superato il 75%.
Ai socialisti vanno 123 seggi, seguiti dai popolari con 66 seggi. I centristi di Ciudadanos sono terzi con 57 seggi, la sinistra radicale Podemos quarta con 35, ultradestra di Vox con 24 seggi. Ai catalani di Erc vanno 15 seggi, a Jxcat di Puigdemont 7 seggi, ai baschi del Pnv 6 seggi.
Emerge quindi che non c’è una maggioranza chiara in modo da governare stabilmente. Il Psoe dovrà cercare alleanze, i partiti indipendentisti potrebbero ricoprire un ruolo chiave. Lontano il traguardo di 176 seggi per la maggioranza assoluta.
“Abbiamo mandato un messaggio all’Europa e al resto del mondo – ha detto Pedro Sanchez nel suo discorso dopo i primi risultati -. Si può vincere l’autoritarismo e l’involuzione. Formeremo un governo pro europeo. Il paese ha difeso la democrazia”.
Esulta l’ultradestra di Vox. “Questo è solo l’inizio – ha detto il segretario generale del partito, Javier Ortega Smith -. Ognuno dei nostri deputati farà una vera opposizione, gli altri dovranno rispondere alle nostre proposte. Siamo inarrestabili”.
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