– Dopo Hiromi Uehara il 30 luglio a Ferento il 3 agosto a Villa Lante di Bagnaia, un’altra band calpesterà i palchi del Tuscia in Jazz, The Manhattan Transfer.
Ne danno entusiasti l’annuncio, il direttore del festival Italo Leali, il presidente della provincia di Viterbo Marcello Meroi ed il consigliere provinciale Marco Torromacco.
Il nome del gruppo deriva dal titolo del romanzo Manhattan Transfer pubblicato nel 1925 dallo scrittore americano John Dos Passos e dedicato alla New York degli anni venti, durante la cosiddetta era del jazz.
Il primo album del gruppo, del 1971, si intitolò Jukin’ e fu un discreto successo. Qualche settimana dopo, Hauser incontrò ad un party Janis Siegel (Brooklyn, New York 1952) e, sebbene lei facesse parte di un altro gruppo musicale, la convinse ad entrare a far parte del suo. Dopo qualche tempo, Hauser conobbe il talento artistico di Alan Paul (Newark, New Jersey 23 novembre 1949), in quel periodo tra i protagonisti a Broadway del celebre musical Grease.
Quando Alan Paul accettò di far parte del gruppo di Hauser, I Manhattan Transfer erano finalmente una band vera. La band inizialmente si occupò prevalentemente di riproporre classici del jazz degli anni 40. La loro cover del 1977 di Chanson d’amour, arrivò al primo posto nel Regno Unito. La scalata al successo iniziò con l’album del 1975 The Manhattan Transfer, anche se fu un successo soprattutto europeo. I successivi album Coming Out (1976), Pastiche (1978) e The Manhattan Transfer Live (1978) ottennero ancora un buon successo.
Nel 1978 Laurel Massè ebbe un gravissimo incidente stradale e decise di lasciare il gruppo (successivamente avrebbe ricominciato a cantare, ottenendo un buon successo da solista). La Massè fu sostituita dalla voce di Cheryl Bentyne (1954), di Seattle. Nel 1979, con l’album Extension, il gruppo raggiunse il definitivo successo, ribadito dal successivo Mecca for Moderns del 1981.
Un approccio più jazzistico si rivelò in Bodies and Souls del 1983 e fu ancora più marcato nei due lavori successivi, Vocalese e Bop Doo Wopp del 1985.
Vocalese fu candidato ai Grammy Awards in ben 12 categorie, primato superato solo da Thriller di Michael Jackson. Del 1987 fu l’album Brasil che ebbe un successo mondiale di grande rilevanza. Nel 1992, il gruppo tentò una revisione del proprio stile con l’album The Offbeat Of Avenues. Sono seguiti, poi, numerosi album live, raccolte ed alcuni successi come Tonin’ del 1995, Swing del 1997 e, soprattutto, Vibrate del 2004.
“Sono entusiasta di questo grande concerto che arricchirà ulteriormente il programma del festival per l’estate 2012 – dichiara Italo Leali direttore del Tuscia in Jazz -. Sono grato al presidente Meroi e al consigliere Torromacco per avermi sostenuto in questo ambizioso progetto di portare nella nostra provincia un gruppo leggendario come i Manhattan Transfer. Sono sempre stato un loro fans ed avere oggi la possibilità di organizzare un loro concerto e di conoscerli personalmente mi riempie di gioia
. Quello di quest’anno è uno dei cartelloni più belli del Tuscia in Jazz da quando è stato fondato. Oltre a Hiromi ed i Manhattan Transfer vorrei ricordare anche i concerti di: Enrico Pieranunzi, Antonio Sanchez, Scott Colley, Donnie Mc Caslin, Jerry Bergonzi, Kenny Werner, Avishai Coehn, Jonathan Blake, Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Tony Monaco, Javier Girotto, Shawnn Monteiro, Lage Lund, Dave Kikoski, Fabio Zeppetella, Antonio Ciacca, Aaron Goldberg ecce cc.
Insomma ce ne per tutti i gusti – conclude – e con i migliori nomi del panorama mondiale. Vorrei poi ricordare che il 90% dei concerti sarà a ingresso libero. Inoltre durante il festival avremo come ospiti molte big band universitarie americane ed il pianista australiano Alexander Nettelbeck.”
“Il Tuscia in Jazz Festival non finisce mai di stupire – dichiara il presidente Meroi -. Questa edizione è davvero ricchissima di qualità e di grandi emozioni con la possibilità di ascoltare dal vivo l’esibizione di maestri del jazz di fama internazionale. La qualità dell’offerta culturale proposta si coniuga perfettamente con i luoghi che sono stati individuati per ospitare gli eventi. La serata, oltre a regalare al pubblico ottima musica, ci consentirà di gustare le bellezze di Villa Lante, una perla del nostro territorio, meritevole di essere valorizzata nei suoi innumerevoli aspetti storici, naturalistici ed ambientali, proprio attraverso eventi di grande rilevanza internazionale. Ringrazio Italo Leali direttore artistico del Tuscia in Jazz Festival per lo straordinario lavoro svolto in tutti questi anni, che ha consentito a Viterbo ed alla sua Provincia di varcare i confini nazionali, acquisendo prestigio e notorietà oltre oceano.”
L’ingresso al concerto sarà di euro 20. Biglietti: Ufficio Turistico – Via Ascenzi Viterbo, Stratos Caffè di Sutri e Vicotorus di Ronciglione.
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