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Cultura - L'artista Massimo Lanzi ha presentato la mostra di arte moderna e contemporanea inaugurata in via San Pellegrino - Evento curato e organizzato anche da Gildo Gasparri

“40 opere per dare vita a un museo nel centro storico di Viterbo”

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Massimo Lanzi e Gildo Gasparri

Massimo Lanzi e Gildo Gasparri

Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell'associazione San Pellegrino

Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell’associazione San Pellegrino

Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell'associazione San PellegrinoViterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell'associazione San Pellegrino

Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell’associazione San Pellegrino

Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell'associazione San Pellegrino

Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell’associazione San Pellegrino

Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell'associazione San Pellegrino

Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell’associazione San Pellegrino

Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell'associazione San Pellegrino

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Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell'associazione San Pellegrino

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Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell’associazione San Pellegrino

Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell'associazione San Pellegrino

Viterbo -Inaugurazione mostra di arte contemporanea dell’associazione San Pellegrino

Viterbo – “Abbiamo raccolto circa 44 opere per dare vita a un museo nel centro storico di Viterbo”. L’artista viterbese Massimo Lanzi ha presentato così la mostra di arte moderna e contemporanea inaugurata ieri pomeriggio in via San Pellegrino. Un evento organizzato e curato dall’associazione culturale San Pellegrino. Presente anche il presidente dell’associazione Gildo Gasparri.

“Abbiamo pensato questo spazio non tanto come una mostra ma più come un museo – ha spiegato Lazi –. Ci piacerebbe farlo diventare anche un luogo di incontro, dove gli artisti possono venire a parlare delle loro opere. Diverse opere esposte sono di artisti in vita e sarebbe bello che qui venissero fatte anche delle conferenze”.

In sala c’è un quadro di Giorgio de Chirico, ma anche opere di Carlo Carrà, Enrico Castellani, Mario Sironi, Giuseppe Cesetti, Mario Merz, Fausto Pirandello. Una quarantina gli artisti in totale. 

Ripercorrendo le due sale si spazia nel tempo. Mario Merz, artista vissuto fino agli anni duemila, è stato un pittore e scultore dell’arte povera. Famose le sue realizzazioni, su vari supporti e con vari materiali, di igloo. Nel tempo si arricchirono con l’aggiunta di cifre spesso realizzate al neon. Qui è possibile ammirarne un esempio. 

Tra le opere anche una di Fausto Pirandello, figlio del celebre scrittore, rappresentante della Scuola romana che raccoglieva un eterogeneo gruppo di artisti espressionisti, attivo a Roma tra il 1928 e il 1945.

Poco distante un quadro di Enrico Castellani, pittore italiano di spicco per l’arte europea della seconda metà del novecento. La sua tecnica puntava sulla realizzazioni di opere in rilievo, con superfici estroflesse in un alternarsi di pieni e vuoti. Un’arte concettuale, considerata da molti critici di estrema purezza.

Spunta anche un De Chirico. Giorgio De Chirico, principale esponente della pittura metafisica, noto per la realizzazione minuziosa di oggetti spesso incongrui rispetto al contesto che li circondava e rappresentati con una minuzia ossessiva. Nel suo percorso artistico De Chirico si concentrò poi anche su un’interpretazione romantica della classicità e un interesse per la tecnica dei grandi maestri rinascimentali.

Tra le opere anche quelle dell’artista Lanzi. Dell’artista viterbese diverse sculture e poi le sue opere in laminoscultura. “E’ una tecnica opposta a quella della fusione. Con la laminoscultura il foglio in lamina viene tagliato e battuto, poi ricomposto in base all’idea dell’artista”, spiega Lanzi. 

In sala parte dell’opera realizzata da Lanzi e Alessio Paternesi, pittore e scultore originario di Civita Castellana, che si trova davanti all’Itis.

Maurizia Marcoaldi


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6 maggio, 2019

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