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Viterbo - L'intervento del direttore di Rai 2 Carlo Freccero al festival Medioera - Assieme a lui il consigliere d'amministrazione Rai Gianpaolo Rossi

“La tv generalista ha fallito e Bruno Vespa ne è l’esempio”

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Viterbo - Carlo Freccero, Gianpaolo Rossi e Giacomo Nencioni

Viterbo – Carlo Freccero, Gianpaolo Rossi e Giacomo Nencioni

Viterbo - Carlo Freccero

Viterbo – Carlo Freccero

Viterbo - Il deputato Mauro Rotelli (sulla destra)

Viterbo – Il deputato Mauro Rotelli (sulla destra)

Viterbo - Gianpaolo Rossi

Viterbo – Gianpaolo Rossi

Viterbo - L'incontro con Carlo Freccero e Gianpaolo Rossi

Viterbo – L’incontro con Carlo Freccero e Gianpaolo Rossi

Viterbo – “La tv generalista ha fallito. Ha perso di credibilità, perché la propaganda ha completamente preso il sopravvento”. Un esempio? “Bruno Vespa, divorato ormai dall’infotainment”, vale a dire la commistione tra informazione e intrattenimento.

Parola di Carlo Freccero, direttore di Rai 2, autore televisivo, scrittore, giornalista, ed esperto di comunicazione. Intervenuto ieri sera al festival Medioera in corso all’incubare di valle Faul. Assieme a lui, intervistati entrambi da Giacomo Nencioni, anche Gianpaolo Rossi, consigliere d’amministrazione Rai. Tra il pubblico anche il deputato Mauro Rotelli.

“Carlo – ha detto Rossi – non è solo la storia della televisione ma è la visione della televisione. Un pezzo di storia futura”.

Titolo dell’incontro, “Fata e strega, conversazioni su televisione società”.

“La televisione generalista – ha detto Freccero – una volta era un pezzo del welfare italiano. Forniva cioè tutti quegli strumenti per evitare che le persone fossero sedotte dalla propaganda. Oggi invece quest’ultima ha preso il sopravvento. Una guerra economica che si combatte ogni giorno attraverso la propaganda. Al punto che oggi ritorna in voga il tema della verità che sembrava essere stato abbandonato per sempre con la fine della guerra fredda e l’avvento del pensiero debole”.

Una guerra economica che passa attraverso l’infotainment. “Una battaglia per costruire l’immaginario collettivo – ha spiegato Freccero. L’infotainment si è disseminato dappertutto. La titolazione dei giornali, che oggi non ha nulla a che fare con l’informazione ma è soltanto un immenso strillo, ne è un esempio. L’altro esempio è il giornalista Bruno Vespa, divorato dall’infotainment, che invita attrici e star a parlare di informazione”.

Freccero inizia la sua carriera negli anni ottanta come direttore dei palinsesti di Canale 5 e Italia 1. Nel 1986 Silvio Berlusconi lo nomina direttore dei programmi di La Cinq (prima tv privata francese), poi, nel 1987, direttore di Italia 1. Direttore di Rai 2 già una prima volta nel 1996. Nel 2007 è stato anche direttore di Rai Sat e l’anno successivo di Rai 4 che lascia nel 2013 dopo varie polemiche e scontri con il gruppo dirigente Rai che nel 2012 lo aveva sospeso per 10 giorni dall’attività a causa di una telefonata di insulti e minacce dello stesso Freccero al giornalista di Libero Francesco Borgonovo che aveva criticato la messa in onda della serie televisiva Fisica o chimica.

“L’infoteiment è più semplice dell’informazione – ha sottolineato Freccero – . L’informazione richiede infatti formazione e capitale culturale. L’infotainment no. Ma oggi lo spettatore medio ha poca competenza culturale”. 

Un fallimento culturale dovuto essenzialmente al progressivo consolidamento di internet e dei linguaggi che lo hanno accompagnato.

“Una volta la tv – ha proseguito il direttore di Rai 2 – teneva unite le estremità della società. Il pubblico alto e chi non aveva capitale culturale. Riusciva quindi a offrire tutti quanti i generi per eccellenza proponendo prodotti che andavano bene per tutti. Oggi la rete internet ha preso il meglio e il peggio della tv generalista. La tv oggi, per stare appresso a internet, è schiava del mainstream, ossia programmi di tendenza che hanno abbassato molto il livello culturale. Al di fuori del mainstream non c’è più possibilità di espressione. Immagini e fotografia sempre più ricercate vanno per la maggiore. Per opporsi alla rete, la tv spacchetta, moltiplica e personalizza ogni cosa. La tv generalista dovrebbe invece essere il mediatore di questa multiricchezza folle che c’è, opponendosi al cancro della propaganda che ha infettato quasi tutta l’informazione”.

“Oggi la tv generalista ha perso gran parte del suo pubblico – ha detto infine Freccero – sia quello alto che quello più tamarro. E come nella curva di Gauss…è rimasta solo la pancia”.

Daniele Camilli


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11 maggio, 2019

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