– Un applauso lungo e appassionato ha salutato l’edizione 2012 di Caffeina. Un’edizione straordinaria. E non solo per le presenze registrate negli oltre 400 eventi andanti in scena alla cittadella della cultura. Ma soprattutto perché è riuscita in 20 giorni a rendere Viterbo una grande città (fotoracconto della sedicesima giornata).
Come quelle vere. Quelle fatte anche di contraddizioni, vittorie, sconfitte e miserie. Ecco Caffeina 2012 è stato tutto questo. E’ stata capitale ogni sera che sul palco è salito un autore a raccontare un libro che arricchisce e dona magia. E perché no, voglia di sognare. E’ stata contraddizione quando di fronte a tanta grandezza un quartiere decide di chiudere le finestre alle parole. E allora in fretta e in furia Caffeina smonta due palchi e continua a raccontare i suoi sogni in altri angoli della città. Dimostrando che per un palco che si chiude un altro raddoppia. Basta solo volerlo.
E’ stata vittoria e non perché è riuscita a fare sold out con Marco Travaglio o Niccolò Ammaniti, ma perché ha portato a Viterbo autori importanti quanto sconosciuti. Quelli che di solito vengono definiti di nicchia. Quelli che al massimo registrano 60 presenze. Ma che grazie a Caffeina si sono presentati al pubblico. Quelli che sono riusciti a destare curiosità. Vittoria è far diventare qualcuno curioso di qualcosa che fino ad un momento prima ignorava. E ancora riuscendo rendere l’attesa, del vincitore del premio Strega 2012, viterbese. La prima vera intervista a Piperno è stata fatta nel quartiere medievale di Viterbo. E non succede sempre.
Ha conosciuto la sconfitta quando ha provato a spiegare se stessa per giustificare il festival. Le scelte fatte e le motivazioni. Spiegare perché bisogna pagare un biglietto irrisorio per poter accedere ad un’area, è una sconfitta. La cultura è valore.
E nel penultimo giorno ha conosciuto la miseria. Quella umana. Quella fatta di teppisti che alle parole preferiscono i pugni. E irrompono nella segretaria organizzativa per colpire uno dei due ideatori di Caffeina.
CasaPound la notte tra venerdì e sabato ha fatto un occhio nero a Filippo Rossi. CasaPound ha deciso di irrompere violentemente nel cuore della manifestazione portando scompiglio.
Ma quello che non è riuscita a fare è stato fermare Caffeina, Filippo Rossi e Andrea Baffo.
Ieri sera sul palco del Paradosso i due direttori hanno salutato un folla di persone che era lì ad applaudire.
“Ringrazio – ha detto Rossi, affiancato da Baffo – tutti i volontari che sono stati i veri artefici della manifestazione. Un esempio di impegno pubblico per tutti. E ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione. E’ questo il Paese che mi piace”.
E la foto migliore è proprio quella di Rossi. Un occhio nero e gonfio che si commuove. Guardando l’esercito dei volontari di Caffeina. Esempio civile di gioventù.
Maria Letizia Riganelli
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